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24 ottobre, 2008 

Per un ambiente libero da tutte le mafie – Difendiamo Saviano e lottiamo assieme per tutelare chi rischia

Riportiamo, di seguito, la lettera della rete antimafia, cui apparteniamo, al giornale La Repubblica, in favore di Saviano e di chi, come lui, combatte le mafie. Abbiamo ritenuto doveroso sostenere il nostro amico, che rischia giorno per giorno per quanto ha scritto in Gomorra e ribadisce ogni volta con estremo coraggio.

A Roberto, abbiamo chiesto un impegno diretto a favore dei tanti che sono in pericolo perché denunciano crimini e loro autori. Siamo certi che farà sentire la sua Voce, affinché vengano protetti i testimoni di giustizia e gli scrittori isolati; affinché vengano aiutati i familiari delle vittime di mafia; affinché lo Stato vada sino in fondo nelle indagini sui capitoli bui della storia italiana; affinché la giustizia premi gli onesti e punisca ogni genere di mafiosi.

Emiliano Morrone

Francesco Saverio Alessio

Caro Direttore,

su Repubblica, Roberto Saviano ha ringraziato tutti per la vicinanza, l’intervento, il cuore. S’è rivolto alle istituzioni, alle forze dell’ordine, alla politica, alla società civile. Giustamente senza distinzioni. Gomorra è diventato “voce e carne”.

Nella lotta al crimine organizzato, non s’ammettono, di regola, antipatie, deviazioni, fratture. Non dovrebbero esserci, sarebbero utili alle mafie; che non hanno solo, purtroppo, mani barbare e macellerie. Lo dimostrano stragi, fatti, condanne e silenzi rumorosi. In Italia. Saviano ha dato quindi un esempio straordinario, ha tracciato una strada. Ha invitato a restare uniti e andare avanti con coraggio. La sua storia ha insegnato che la parola può scuotere, coinvolgere, aggregare, costruire. Ha insegnato che il problema delle “onorate” non è solo meridionale. Ha mosso Nobel, chiese, coscienze.

Il suo fondo sul giornale di mercoledì scorso è stato emblematico per il Paese, che non l’ha abbandonato. Dai vertici alla base.

Forse per la prima volta, come per magia, la vita d’un uomo in pericolo per aver scritto di crimine e parlato di speranza ha fatto davvero gli italiani. Divisi, attaccati al campanile, orgogliosi e pronti quando giocano gli azzurri del pallone. Forse per la prima volta c’è ora, nella Penisola, un simbolo e un obiettivo condiviso, che rafforza il senso del sacrificio e dell’eredità di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Scopelliti, don Peppe Diana.

Possiamo dunque pensare, e credere, che il valore dell’opera e della stessa vita di Saviano serva da qui in avanti a ragionare e agire in termini nuovi, valga a inquadrare e attuare i princìpi cardine della Costituzione: libertà, lavoro, eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, giustizia giusta, autonomia dei poteri dello Stato, diritto alla salute e all’istruzione. Non c’è repubblica che possa reggere senza la tutela di chi giorno per giorno fa lo Stato, col lavoro, le idee, l’impegno civile e sociale. Non c’è futuro, con disparità nel penale, legalizzate, ingerenze nell’organizzazione e amministrazione pubblica, restrizioni nella sanità, nella formazione, nella ricerca.

Ringraziamo Saviano per averci chiamato a raccolta davanti a un progetto di civiltà e democrazia che appartiene a tutti gli italiani e che implica, in primo luogo, vigilanza, partecipazione e fiducia collettiva. Pertanto, le istituzioni debbono essere coerenti rispetto alle loro intenzioni, indotte dalla vicenda dello scrittore. Occorre, quindi, che proteggano i testimoni di giustizia, i quali hanno scelto di stare dalla parte dello Stato, additando, come Saviano, autori e capi del crimine organizzato. Così, altri ne verranno senza timore. Bisogna che lo Stato vada sino in fondo perché emerga la verità, riguardo alle tragedie nazionali. Ed è fondamentale che le rappresentanze siano espressione della volontà vera dei cittadini, perché ciò è decisivo per battere le mafie. Così come va aiutato, non soltanto moralmente, chi rischia denunciando o ha perso familiari che hanno informato di piani e consorterie mafiosi. La società civile saprà dare il suo apporto, come è stato per Saviano, che invitiamo a sostenere queste priorità.

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino

Sonia Alfano, presidente Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia

Francesco Saverio Alessio, scrittore

Biagio Simonetta, scrittore

Benny Calasanzio, scrittore

Pino Masciari, testimone di giustizia

Andrea Crobu, “Legalità e Giustizia”

Matteo Trebeschi, “Legalità e Giustizia”

Emiliano Morrone, scrittore

lavocedifiore.org

categorie: società

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