COSENZA – L’operazione condotta stamani dalla guardia di finanza contro un’organizzazione di narcotrafficanti ha evidenziato l’organicità e l’integrazione raggiunta tra organizzazioni extracomunitarie stabilitesi nella sibaritide e la ‘ndrangheta, anche se limitatamente all’ambito del narcotraffico. A rilevarlo sono gli investigatori. Dalle intercettazioni disposte nell’ambito dell’inchiesta denominata “Skhoder” (dal nome della città albanese) è emerso anche quanto particolarmente apprezzata dalla ‘ndrangheta sia stata la capacita’, da parte delle organizzazioni straniere, di rispettare gli equilibri territoriali delle cosche nella distribuzione della droga.
Tra l’altro, secondo gli investigatori l’utilizzo di soggetti albanesi ha consentito alle cosche della sibaritide di defilarsi dai rischi connessi al traffico di droga, pur mantenendo un ferreo controllo del traffico nel proprio territorio.
L’organizzazione italo-albanese di narcotrafficanti sgominata stamani dalla guardia di finanza era guidata da appartenenti alla ‘ndrangheta di Altomonte e vi partecipavano elementi di spicco della criminalita’ albanese e romena, da diversi anni insediatisi in Italia.
L’operazione è scattata all’alba e vi hanno preso parte 150 finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, con l’apporto del personale del Servizio centrale d’investigazione sulla criminalità organizzata di Roma (Scico) e la collaborazione dei reparti territoriali nelle province di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia, Napoli, Roma, Perugia, Firenze.
Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche una cinquantina di perquisizioni.
C’é anche la cantante lirica albanese Liljana Kondakci, di 56 anni, molto nota nel suo Paese tra gli indagati dell’operazione condotta stamani dalla guardia di finanza. La donna era già detenuta per essere stata arrestata, sempre nell’ambito dell’inchiesta, nel maggio 2006 alla stazione ferroviaria di Sibari dove era appena arrivata dall’Albania, via Bari, con 3,3 chili di eroina.
Liljana Kondakci, chiamata tra i componenti del gruppo come “la mamma” o “la cantante”, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, avrebbe utilizzato la propria popolarità per aggirare i controlli di polizia in Albania.
I provvedimenti restrittivi sono stati chiesti dai magistrati della Dda di Catanzaro, Salvatore Murone e Vincenzo Luberto, titolari delle indagini condotte dai finanzieri del Gico di Catanzaro e dallo Scico di Roma, in collaborazione con la Direzione centrale servizi antidroga del ministero dell’Interno.
(Ansa)
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.