CATANZARO – È tutt’altro che ferma l’inchiesta sugli esami truccati all’Università. Gli inquirenti stanno passando al setaccio decine di posizioni, dopo aver acquisito una montagna di atti tra l’Ateneo e l’Ordine degli avvocati. La novità dell’ultima ora è la notifica, da parte degli agenti della sezione di Pg presso la Procura della Repubblica, di una serie di inviti a comparire.
Persone che nei prossimi giorni saranno ascoltate dagli inquirenti, coordinati dai pm Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, i magistrati che indagano insieme al procuratore vicario Salvatore Murone.
In questo momento la maxi-inchiesta è suddivisa in tre tranche. La prima è già stata conclusa davanti al gup con quattro condanne. La seconda conta 17 persone nel registro degli indagati. La terza è in continua evoluzione, con almeno una sessantina di casi sospetti individuati dagli investigatori. E in questo contesto rientrerebbero i nuovi “avvisi”.
Figura cardine dell’indagine è l’addetto alla segreteria della facoltà di Giurisprudenza, Francesco Marcello, il cui arresto " cui è seguita la condanna a 3 anni " ha acceso i riflettori pubblici sulla vicenda. Secondo l’accusa Marcello avrebbe falsificato i libretti universitari facendo risultare esami mai sostenuti. E così studenti che non avrebbero mai fatto alcuni esami avrebbero ottenuto la laurea illegittimamente.
Uno scandalo che, ovviamente, vede l’Università Magna Graecia nelle vesti di denunciante e parte lesa. Così come l’Ordine degli avvocati. Non a caso l’inchiesta è partita da una denuncia presentata dal Senato accademico dell’Ateneo, dopo che nel corso di alcune sessioni di laurea erano state notate le firme sui libretti. L’allarme specifico era stato lanciato da un docente, che non aveva riconosciuto la sua presunta firma sul libretto di una studentessa: era certo che quella ragazza non avesse mai superato l’esame della sua materia.
I successivi sequestri di documenti hanno quindi dato linfa alle varie tranche dell’indagine, condotte " pare " anche con la collaborazione di qualche studente universitario. Dopo alcuni mesi scattarono le manette per Francesco Marcello.
Del caso si è già occupato anche il Consiglio dell’Ordine distrettuale degli avvocati, che ha sospeso già deliberato la sospensione dall’albo di cinque iscritti coinvolti nell’indagine. Il provvedimento dell’organismo presieduto dal prof. avv. Giuseppe Iannello è stato notificato agli interessati, che fino alla conclusione delle indagini dovranno stare alla larga da studi legali e aule giudiziarie. Si tratta di un provvedimento grave e importante, che a memoria d’uomo " fanno notare dall’Ordine " non si ricorda sia stato mai adottato dal Consiglio distrettuale di Catanzaro.
Oltre agli sviluppi di natura penale, è aperto il fronte amministrativo: una volta definite le singole posizioni davanti ai giudici del Tribunale, spetterà al Senato accademico procedere con l’inevitabile (e dovuto) annullamento dei titoli di laurea.
Giuseppe Lo Re
Gazzetta del sud
1 commento
bruna 6 novembre 2008 alle 19:32
si spera in una legalità e trasparenza totale…in tutto …e nei confronti di tutti…….
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