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Sabina Guzzanti in scena al Rendano di Cosenza

COSENZA – Sabina Guzzanti contro tutto e tutti con il suo “Vilipendio tour” ieri sera in scena al teatro Rendano di Cosenza. Dal “caso piazza Navona” al governo Berlusconi e ai suoi ministri, dalla Finocchiaro a Papa Ratzinger. In oltre due ore di spettacolo, organizzato dal promoter Roberto Iacobino, la Guzzanti a suon di rap e di danza maori ha raccontato al pubblico il “vilipendio” che ha commesso: “Tutto è successo quando sono stata invitata a piazza Navona – ha detto – per partecipare ad una manifestazione lo scorso 8 luglio e mi sono detta vediamo che succede se dico quello che penso. Una tragedia. Il giorno dopo scoppia il caso e su tutti i giornali vengo descritta come pazza, posseduta, odiosa, stridula, volgare, disgustosa, populista. Questo è stato detto di me, non di Geronzi o Provenzano. Infatti io sono una showgirl, ma questa (mostrando in video delle foto di Mara Carfagna) è una ministra”.

Dalla Carfagna alla Prestigiacomo, da Lucia Annunziata a Caprarica, dall’antifascismo a Fassino.

“Non c’é bisogno delle intercettazioni – ha aggiunto Sabina Guzzanti – per capire come é diventato ministro la Carfagna. Proprio lei ora mi ha chiesto due milioni di euro di risarcimento (bella donna sì, ma che prezzi), ma perché non mi ha fatto causa penale? E poi nelle ultime intercettazioni che riguardavano Saccà, che è di queste parti, e Berlusconi, ma ditemi cosa c’é di privato nel chiedere raccomandazioni e poi Saccà in cambio dell’aiuto dato a Berlusconi avrebbe chiesto il suo sostegno per costruire una casa di produzione in Calabria. Così da Cosenza a Hollywood”.

E sulle note di “Ndrangheta,’ndrangheta,’ndra” la Guzzanti torna a parlare di piazza Navona, di Sgarbi, del caso Mills, del Pd (“chiuso per inventario”), dell’ “autocritica” di Bertinotti, di Di Pietro che “almeno è l’unico che parla, certo con i suoi limiti, non ha neanche un partito che è a gestione familiare”, delle tv alternative di Veltroni e D’Alema che “ormai non hanno più niente da fare”.

E sull’informazione manipolata, poi ha aggiunto: “Repubblica ha riportato l’intervista a Saviano, ma non ha mandato nessun giornalista a fare le domande vere. Ad esempio in campagna elettorale Veltroni é venuto in Calabria e ha detto ‘non vogliamo i voti della mafia’, ma a lui che gliene frega tanto qui c’é la ‘ndrangheta”.

Dopo le affermazioni sul Papa a piazza Navona, per la Guzzanti “almeno l’accusa di vilipendio mi è stata utile perché avevo finito di scrivere lo spettacolo, ma non avevo il nome, avevo pensato a “sesso con il leader”, ma poi ho detto no perché così si pensa a uno spettacolo sulla Carfagna e chi se ne frega della Carfagna”.

“Considero un enorme privilegio – ha concluso Sabina Guzzanti salutando il pubblico – avere trascorso queste due ore in cui siamo stati liberi insieme”.

(Ansa)

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