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Fish and Drug – Trovata droga in una cella del carcere di Lamezia Terme. Ricercato dai carabinieri un agente della polizia penitenziaria – Finiscono in carcere quattro pescatori di… hascisc

LAMEZIA TERME – Quattro pescatori e un agente della polizia penitenziaria. E un singolare filo conduttore: l’hascisc. L’hanno chiamata “Fish and Drug” l’operazione – otto complessivamente gli indagati – che ha permesso ai carabinieri di smantellare una presunta rete di spaccio.

Cinque persone, dunque, destinatarie di provvedimenti di custodia cautelare in carcere e tre con obbligo di firma e di presentazione alla Polizia giudiziaria è il bilancio di una operazione congiunta portata a termine ieri mattina dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria a Lamezia Terme.

Destinatari dei provvedimenti restrittivi sono Michele Malvaggio, 47 anni, e Antonio Malvaggio, 24 anni, padre e figlio, Leopoldo Robertino Mammoliti, 39 anni e Franco Sauro, 25 anni. Quest’ultimo è destinatario, inoltre, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. È stato arrestato perché al momento della contestazione dell’ordinanza è stato trovato in possesso di droga. Le persone arrestate sono di Gizzeria.

Il quinto destinatario del provvedimento di custodia cautelare è un assistente di polizia penitenziaria, al momento irreperibile per cui le sue generalità non sono state rese note. Gli inquirenti non hanno voluto rivelare neanche il suo ruolo svolto nell’ambito dell’attività di spaccio. L’uomo nel momento della notificazione della ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari non è stato trovato nella sua abitazione ed è ancora attivamente ricercato. Tutti sono accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Come accennato, altre tre persone sono destinatarie dell’obbligo di firma e della presentazione alla Polizia giudiziaria.

I particolari dell’operazione sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa. L’operazione che ha portato all’esecuzione delle ordinanze cautelari e alla emissione dei provvedimenti di obbligo di firma – è stato spiegato – è il frutto di una intensa attività investigativa porta avanti per circa un anno dagli uomini della squadra di polizia giudiziaria dei carabinieri, con l’ausilio degli uomini della polizia penitenziaria.

L’indagine è partita proprio sulla base di una segnalazione alla procura della Repubblica lametina da parte della polizia penitenziaria che nel corso di una perquisizione straordinaria, all’interno di una cella del casa circondariale lametina, rivennero dell’hascisc.

Sulla base delle informazioni fornite dal personale della polizia penitenziaria la procura della repubblica dispose delle immediate indagini, affidandole allo speciale gruppo info-investigativo dei carabinieri della polizia giudiziaria con l’obiettivo di capire come fosse arrivata all’interno delle carceri lamettine della droga e chi fossero i possibili fornitori e spacciatori.

Il coordinamento della indagini è stato affidato al sostituto procuratore Paola Galdo, che al termine dell’inchiesta, avviata nel dicembre del 2007, ha chiesto al gip Barbara Borelli, sulla base delle risultanze investigative, di emettere i provvedimenti che sono stati eseguiti all’alba di ieri mattina dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, con l’ausilio di agenti della polizia penitenziaria della locale Casa circondariale, di unità cinofile e del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia.

Le indagini che hanno portato all’arresto dei quattro pescatori, secondo quanto ha spiegato nel corso della conferenza stampa, il sostituto procuratore Galdo, sono stati avviate separatamente a Gizzeria e nel carcere di Lamezia, per poi integrarsi in un unico filone d’inchiesta che, grazie anche ad alcuni riscontri tecnici, ha portato alla emissione delle ordinanze.

Per il sostituto procuratore Elio Romano, che svolge le funzioni di procuratore in attesa della nomina del successore di Raffaele Mazzotta, «l’operazione odierna assume una valenza particolare per le sue connotazioni oggettive in quanto lo spaccio avveniva nel carcere ed anche con l’ausilio di un rappresentante della polizia penitenziaria».

Le indagini non sono ancora concluse e non si escludono sviluppi già nei prossimi giorni.

Giuseppe Natrella

Gazzetta del sud

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