LAMEZIA TERME – È Domenico Stanizzo, di 32 anni, l’agente della polizia penitenziaria, coinvolto nell’inchiesta chiamata in codice Fish and Drug e che ha portato all’arresto di quattro pescatori Michele Malvaggio, 47 anni, e Antonio Malvaggio, 24 anni, padre e figlio, Leopoldo Robertino Mammoliti, 39 anni e Franco Sauro, 25 anni.
Quest’ultimo è destinatario, inoltre, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. È stato arrestato perché al momento della contestazione dell’ordinanza è stato trovato in possesso di droga. Le persone arrestate sono di Gizzeria.
Ad altre tre persone è stato imposto l’obbligo di firma e di presentazione alla Polizia giudiziaria. Il dato emerge dall’ordinanza del giudice delle indagini preliminari del tribunale lamentino e notificata alle persone arrestate e coinvolte nell’ambito della operazione.
Il gip ha ritenuto di emettere nei suoi confronti la misura restrittiva agli arresti domiciliari in quanto «il pericolo di reiterazione si desume dall’assoluta gravità dei fatti di cui si è resto responsabili, fatti contrari non solo a norme penali ma alle più elementari regole che i suoi doveri istituzionali gli imponevano di osservare; invero, " secondo il magistrato – l’essersi adoperato fattivamente in modo continuativo per favorire l’ingresso nell’istituto penitenziario della sostanza stupefacente; l’accerta abitualità dei rapporti con i Malvagio; l’acclarata complicità con i detenuti sono circostanze di una gravità estrema vieppiù ove si consideri la funzione che lo stesso era chiamato a svolgere».
Alla sua identificazione gli investigatori sono arrivati attraverso una serie di elementi raccolti durante le indagini ed anche in base alle rivelazioni di un detenuto fatte al personale della polizia penitenziaria della locale casa circondariale che riferiva di avere notato all’interno della droga e che la «stessa veniva introdotta nella casa circondariale da Antonio Malvagio, figlio del detenuto Michele Malvagio che portava con sé la droga sino all’ingresso dell’istituto per poi consegnarla ad una donna, madre del detenuto Leopoldo Roberto Mammoliti, che a sua volta provvedeva a consegnare lo stupefante al figlio e che, ottenuta la disponibilità della droga, il Mammoliti provvedeva a portarla nella propria cella ove con il Michele Malvagio venivano decise le modalità di cessione, che veniva ricambiata dagli altri detenuti dovevano ricambiare cedendo prodotti che acquistavano al sopravitto oppure capi di abbigliamento e scarpe».
Inoltre il detenuto, sempre secondo la tesi del gip, segnalava che la droga da parte dei familiari «del Malvagio e della madre del Mammoliti era facilitata dalla complicità di un agente di polizia penitenziaria, proveniente da Gizzeria, il quale si prestava anche ripetutamente a portare “ambasciate” fuori dal carcere per conto del Malvagio».
Rivelazioni che hanno fatto scattare una serie di attività di monitoraggio attraverso intercettazioni ambientali e video che hanno portato alla identificazione dello Stanizzo. Le persone coinvolte nell’operazione secondo il gip sono responsabili per «avere in concorso materiale e morale ed in unione tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, posto in vendita o comunque illegalmente ceduto all’interno della Casa Circondariale sostanza stupefacente del tipo haschish, con il conosco morale e materiale di Domenico Stanizzo, in servizio presso la locale casa circondariale, il quale consapevole dell’attività illecita posta in essere dai correi, ne favoriva concretamente la commissione apportando sia un contributo morale che ne rafforzava il proposito criminoso, consistente nel metterli e farli sentire al riparo da ogni forma di controllo, che materialmente facendo da tramite nelle comunicazioni tra detenuti ed i correi, avvertendo Antonio Malvaggio della perquisizione del 15 aprile 2008 affinché ai colloqui successivi non venisse introdotta sostanza stupefacente».
Nei confronti di Stanizzo l’ordinanza agli arresti domiciliari non è stata notificata perché si trova in viaggio di nozze ed esattamente in Australia. Oggi intanto iniziano gli interrogatori di garanzia degli arrestati.
Giuseppe Natrella
Gazzetta del sud
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