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Cgil, Per uscire dalla crisi il 12 dicembre sciopero generale di otto ore contro la manovra finanziaria

CATANZARO – E’ stato proclamato dalla CGIL per il 12 Dicembre lo Sciopero Generale contro la manovra finanziaria per chiedere al Governo di porre al centro delle politiche nazionali i temi dello sviluppo, dell’occupazione, dei redditi e degli investimenti per uscire dalla crisi. In Calabria, per la peculiarità della situazione si è condivisa, nell’esecutivo regionale, la proposta avanzata dal segretario generale Sergio Genco di uno sciopero generale della durata di otto ore, articolato per province.

Tutta la CGIL Calabrese è impegnata, in un’azione capillare di coinvolgimento dell’insieme del mondo del lavoro, dei disoccupati, dei precari, dei pensionati, degli studenti medi ed universitari, in una vasta campagne di iniziative in tutti i luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, sul territorio e nelle piazze della Calabria, attraverso sit-in per coinvolgere e incontrare i cittadini.

Iniziative per illustrare i motivi dello sciopero generale e le proposte della cgil per contrastare la crisi e il declino del Paese, chiamando alla mobilitazione e all’impegno il sistema delle autonomie locali, le forze del partenariato economico e sociale, le forze politiche in uno sforzo comune teso a modificare nel profondo le scelte del governo che ha prodotto una manovra economica sbagliata, pensata prima di una crisi finanziaria che sta colpendo il sistema produttivo di tutti i paesi occidentali, e che sta determinando la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro nei comparti industriali, dei servizi, delle attività commerciali, che mette a rischio, innanzi tutto, il destino e la prospettiva dei giovani precari con contratti a progetto.

Una manovra finanziaria, ed è sotto gli occhi di tutti, che non affronta le emergenze del Paese e delle famiglie, a partire dal recupero del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e che per questo finisce per comprimere i consumi, anche quelli di prima necessità, peggiorando le condizioni delle famiglie e compromettendo sul nascere ogni pur minima possibilità di ripresa e di superamento della recessione, in quanto è una manovra finanziaria impostata sui tagli alle spese, che colpisce i servizi sociali, devastando pesantemente settori fondamentali come la scuola, l’università, gli enti locali.

Ma è anche una manovra economica che colpisce il Mezzogiorno e la Calabria, in quanto sottrae e ricentralizza le risorse europee come i fondi FAS, blocca gli investimenti nelle infrastrutture strategiche, cancella i finanziamenti necessari ai lavori di costruzione della statale 106, delle trasversali, delle dighe, producendo uno scippo di due miliardi di euro ai danni della nostra regione e della Sicilia, che vanno a coprire gli ammanchi che deriveranno dalla cancellazione dell’ici ai Comuni, a favore delle classi sociali con un elevato reddito personale.

Con lo sciopero vogliamo ridare voce e visibilità ai problemi della Calabria al suo bisogno di sviluppo e di lavoro a partire dalla realizzazione della A3, da anni in condizioni pessime con lavori che vanno a rilento perché pesantemente condizionati dalla presenza della ndrangheta nei subappalti; dell’effettivo decollo del porto di Gioia Tauro, attraverso il suo ampliamento e collegamento ad un moderno sistema ferroviario, oggi penalizzante per la nostra regione in quanto privo dell’alta velocità; la bonifica dei siti industriali inquinati di Crotone e Saline Joniche e la utilizzazione a fini di sviluppo produttivo ed ambientale; lo sviluppo attraverso un modo nuovo di concepire la forestazione e l’agricoltura delle zone interne; il rafforzamento dei distretti agroalimentari; la difesa delle scuole di montagna in quanto presidio di democrazia e di cultura.

Con lo sciopero generale la CGIL vuole rimettere al centro dell’attenzione del Paese le questioni che attengono all’occupazione, al lavoro, ai redditi, allo stato sociale, ai diritti e alle tutele, richiedendo una risposta da parte del governo che, superando limiti ed errori contenuti nella finanziaria, sia in grado di sostenere redditi da lavoro e da pensione, estendere le reti di protezione per i tanti che stanno perdendo lavoro, a partire dai precari, riveda: i tagli nei settori pubblici, nella scuola e nell’università, e favorisca un piano straordinario di investimenti a partire dalla condizione del Mezzogiorno e dalla crisi industriale.

(Ansa)

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