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Se non si parla più dei soldi la gente si volta dall’altra parte. De Magistris: quale informazione?

I fatti, spesso in bilico tra l’inquietante ed il comico, raccontati attraverso la messa in scena dei dialoghi intercettati e dei colloqui tra Luigi De Magistris, il suo ex capo Mariano Lombardi assieme all’aggiunto Mario Spagnuolo restituisce all’opinione pubblica uno spaccato ancora troppo marginale dello scenario contenuto nelle inchieste Poseidone e Why Not. Le inchieste scippate.

Due inchieste che finiscono nel mirino dei magistrati di Salerno non perché questi volevano "stopparle" (a differenza di quello che vorrebbe far credere il Procuratore Generale di Catanzaro Enzo Jannelli e qualche giornale amico) ma perché quelle inchieste hanno subìto manipolazioni tali da renderle completamente inefficaci.

E così è il programma di Michele Santoro, Annozero, l’unico a tornare ad occuparsi del "verminaio" di Catanzaro. E lo fa con una delle migliori puntate della stagione, forse di sempre.

Dicevamo, inchieste rese inefficaci, ma non solo. Tutti i presunti appartenenti alla così detta Loggia di San Marino vengono stralciati. Sapete perché? Perché si ritiene (ritengono quelli bravi, non De Magistris, che è cattivo!) che la loro iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta Why Not fosse una "duplicazione" della loro posizione nell’inchiesta Poseidone. Inchiesta per la quale hanno già ritenuto (sempre i giudici bravi) di dover archiviare.

Capito il trucchetto?

Il Segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Cascini, ha scordato di rappresentare il "sindacato"dei magistrati e dopo che la sua stessa ANM si schierò apertamente "contro" De Magistris ha ritenuto più importante la forma, parlando di provvedimento abnorme riferendosi al provvedimento con il quale la Procura di Salerno ha disposto il sequestro di quegli stessi atti la cui copia veniva da 7 mesi rifiutata dalla Procura Generale di Catanzaro; anziché la sostanza riferendosi alle "impensabili avocazioni" (parole di Antonio Ingroia) subite dall’ex PM di Catanzaro.

I magistrati di Catanzaro non capivano perché venivano perquisiti? Non potevano non capire. Chi afferma il contrario è semplicemente ignorante o in mala fede. Il provvedimento contiene nell’introduzione (le cui pagine sono numerate in maniera diversa – numeri romani anziché arabi) i capi di imputazione di ciascun indagato.

Vengono effettuati provvedimenti di "Fermo di indiziato di delitto" che superano le 1500 pagine. Ma non ho mai sentito una lamentela. I Carabinieri ti vengono a prendere alle 4 del mattino e tu dovresti leggere 1500 pagine per sapere di cosa sei accusato? No. Basta la prima parte del decreto che contiene i capi di imputazione. Il resto è lavoro per gli avvocati.

Intanto se non fosse stato per i 26 minuti di intercettazioni e dialoghi messi in scena da attori professionisti nessuno ci avrebbe capito granché. Perché a furia di parlare di riforma della Giustizia e delle dimensioni dei provvedimenti adottati dai magistrati di Salerno il rischio è di perdere il filo, annoiarsi e cambiare canale.

Lo aveva detto proprio Marco Travaglio nell’apertura della puntata precedente di Annozero. Meglio seguire i soldi. Così la gente non si distrae.

Gli 800 milioni di euro destinati alla depurazione in Calabria. Soldi spariti, depuratori assenti. Quattro miliardi di euro di fondi europei tra il 2001 ed il 2006. Dovevano cambiare il volto di questa regione.

Nel prossimo futuro altri 7 miliardi pioveranno su questa regione fino al 2015 (POR 2007-2013). Che fine faranno?

Giustizia ed Informazione sono elementi complementari in una democrazìa. In Calabria il corto circuito è la sussidiarietà che spesso avvolge i rapporti tra i due settori. Raramente è colpa dei giornalisti però.

Un’altra considerazione.

Avete mai notato che negli ultimi anni le "grandi inchieste" non sono altro che una sequela di "arresti eccellenti" a cui seguono sovente scarcerazioni con tanto di scuse? Qui la bontà del lavoro di Luigi De Magistris: due maxi-inchieste; un lavoro certosino condotto con sacrificio e dedizione; più di cento indagati e nessuno agli arresti. Straordinario.

Nessuno che possa accusarlo di essere un "manettaro". Nessuna ordinanza di custodia cautelare. Non ce n’era bisogno. Ogni prova veniva raccolta grazie al sequestro degli atti. Alle perquisizioni.

Questo è il magistrato che lavora sotto traccia, senza clamore, con scrupolo e sacrificio. Che batte ogni pista.

Mi domando sempre cosa sarebbe successo se anche solo un quinto dei suoi indagati De Magistris fosse riuscito a farli mettere in galera per qualche mese.

Il panorama che c’è oggi sotto gli occhi di tutti non lascia presagire niente di buono. Ogni speranza sembra perduta. Hanno messo le mani su quei soldi. E le metteranno anche su questi altri "che mo arrivano!"

Invece la speranza non è persa. L’inversione della rotta è possibile, ma passa necessariamente dall’informazione. Sembra strano ma è così.

Che cos’è Why Not? Chi è Luigi De Magistris? Cosa succede tra Salerno e Catanzaro?

Provate a chiederlo ai ragazzi della mia età. Ma anche più grandi. Chiedetelo ad una vecchietta al mercato della frutta. Non vi sapranno rispondere. O vi parleranno di "scontri tra procure" o di quello "che hanno trasferito".

Nessuno che spieghi il livello di collusione che c’è tra un pezzo di politica, un pezzo di magistratura, un pezzo di imprenditoria.

Il rimprovero di Antonio Di Pietro al segretario dell’ANM Cascini: "Parli della forma anziché della sostanza"

La colpa è dell’informazione di questa regione. Della metà distratta e della metà complice. Se i calabresi fossero stati consapevoli già tre anni fa (e non da ieri) di quello che aveva scoperto De Magistris oggi sarebbero più incazzati. Forse 1, 10, 100 calabresi avrebbero compiuto scelte elettorali diverse. Sarebbe stato poco, ma non inutile.

In Calabria potrà cambiare qualcosa se i Calabresi saranno cittadini informati. Un cittadino informato è un cittadino curioso di sapere che fine fa quella parte dei propri guardagni versati nelle casse dell’erario. Particolarmente attento alla statura morale delle persone che si ritengono in grado di rappresentarlo all’interno delle istituzioni e che ha incaricato di spendere proprio quei soldi. Sì, i soldi.

Lo disse il Senatore Avvocato Giancarlo Pittelli al telefono appena seppe delle imminenti perquisizioni: "se spariscono i soldi, l’inchiesta finisce quì!". Stessa strategìa utilizzata per distrarre l’opinione pubblica.

Se non si parla più dei soldi, la gente continua a farsi i fatti suoi.

Parole sante.

Antonino Monteleone

strill.it

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