gio, 09 febbraio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 8 ospiti, 4 bot

Clan dei Gaglianesi: 12 condanne – La sentenza emessa dal Tribunale collegiale nel processo a carico di 36 persone

CATANZARO – Dodici condanne, per un totale di 66 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione, e ventiquattro assoluzioni. Questo il contenuto della sentenza emessa dal Tribunale collegiale di Catanzaro nel processo a carico di trentasei presunti affiliati al clan dei Giaglianesi coinvolti nell’operazione battezzata "Revenge". Ha retto l’associazione per delinquere di stampo mafioso, ma senza l’aggravante dell’uso delle armi.

Fra coloro i quali sono stati riconosciuti colpevoli, otto in particolare sono stati condannati in solido al risarcimento del danno alle tre parti civili, liquidato equitativamente in 100.000 euro per ciascuno dei tre enti costituiti (la Regione Calabria, la Provincia di Catanzaro, e il Comune di Catanzaro).

Si tratta di Cosimino Abbruzzese, alias "u Tubu", condannato a 7 anni; Domenico Bevilacqua, alias "Toro seduto", 7 anni; Arnaldo Chiodo, 6 anni e dieci mesi oltre a 900 euro di multa; Lorenzo Iiritano, 7 anni e 3 mesi; Daniele Marchio, 3 anni, 7 mesi e 10 giorni e 1.250 euro; Pietro Procopio, alias "u Biondu", 7 anni; Maurizio Sabato, alias "u Cavaleri", 5 anni; e Anselmo Di Bona, alias "Cavallo pazzo", 8 anni e 4 mesi.

Gli ultimi quattro condannati sono: Fabio Bevilacqua, condannato a 3 anni e 5 mesi e 700 euro di multa; Girolamo Costanzo, 5 anni e 900 euro; Stella Mazzei, 4 mesi e 800 euro (con concessione della sospensione condizionale e della non menzione nel casellario giudiziale); Giovanni Passalacqua (di 40 anni) 5 anni e 1 mese e 1.200 euro.

I dodici condannati, comunque, sono stati contestualmente assolti per alcuni dei capi d’accusa contestati, ed anche per questo le pene sono state di molto inferiori rispetto alle richieste del sostituto procuratore antimafia di Catanzaro, Gerardo Dominijanni, il quale, al termine della requisitoria, aveva chiesto di condannare tutti e 36 gli imputati per un totale di 553 anni e 5 mesi di galera e 94.500 euro di multe.

Fra le richieste di condanna avanzate dal pm le più alte erano state quelle per i presunti esponenti di spicco del gruppo criminale, così come delineato dagli investigatori: 28 anni per Pietro Procopio, ritenuto il "contabile" del gruppo, destinato alla spartizione degli utili, e 30 anni per Lorenzo Iiritano, altro presunto rappresentante di rilievo della cosca; 20 anni per il capo storico del clan, Gino Costanzo, tutt’ora detenuto in regime di carcere duro per via di una condanna all’ergastolo per omicidio; 30 anni ciascuno per Domenico Bevilacqua, più noto come "Toro seduto", e Cosimo Abbruzzese "u Tubu", che sarebbe stato legittimato direttamente dalla potente famiglia degli Arena di Isola Capo Rizzuto, da cui i Gaglianesi dipenderebbero.

Ai due presunti capi della criminalità rom di Catanzaro, secondo gli inquirenti oramai perfettamente integrata con quella locale, nella divisione territoriale del capoluogo sarebbero spettati i quartieri a sud, Aranceto-Pistoia, Corvo, Germaneto e Lido. E, infine, il pm aveva chiesto 30 anni per Anselmo Di Bona, praticamente il principale imputato in quanto ritenuto il reggente della cosca catanzarese, con Costanzo dietro le sbarre.

Proprio Di Bona – che ha avuto la condanna più alta – secondo le accuse, avrebbe rimesso assieme il gruppo criminale dedito ad usura, estorsioni, traffico di droga, nella città capoluogo di regione, che da nord a sud sarebbe stata divisa ed affidata a capi-quartiere. Questo il quadro emerso nell’inchiesta della Squadra mobile della Questura, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e sfociata, nel febbraio del 2006, nell’operazione "Revenge", per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 44 indagati; 86, poi, furono i nomi nella richiesta di rinvio a giudizio.

Circa un anno dopo, il 26 febbraio del 2007, il gup Antonio Battaglia ammise 36 persone al rito abbreviato, decidendo che 8 fossero citate direttamente a giudizio, e prosciogliendone completamente 10; ed infine rinviò a giudizio altre 36 persone, per cui oggi è arrivata la sentenza.

Gli imputati completamente assolti sono: Orlando Abbruzzese (19 anni la richiesta del pm); Sergio Aiello (6 anni e 20.000 euro di multa richiesti); Marcello Amelio (18 anni richiesti); Concetta Araldo (4 anni e 20.000 euro di multa richiesti); Mario Araldo (4 anni e 20.000 euro richiesti); Aldo Bagnato (18 anni richiesti); Carmine Berlingieri (18 anni richiesti); Francesco Berlingieri (12 anni e 4.000 euro richiesti); Massimo Berlingieri (15 anni richiesti); Luciano Bevacqua (15 anni richiesti); Gianluca Bevilacqua (15 anni richiesti); Vitaliano Cannistrà (20 anni richiesti); Roberto Corapi (10 anni richiesti); Anna Gigliotti (11 anni richiesti); Manuele La Perchia (4 anni e 20.000 euro richiesti); Antonio Passalacqua, 33 anni, (17 anni richiesti); Antonio Passalacqua, 35 anni (15 anni richiesti); Domenico Passalacqua, 41 anni (15 anni richiesti); Domenico Passalacqua, 44 anni (15 anni richiesti); Giovanni Passalacqua, 29 anni (15anni richiesti); Nino Passalacqua, alias "u Latru" (15 anni richiesti); Francesco Antonio Pavone (9 mesi richiesti); Maurizio Spagnolo (15 anni richiesti); per Armanda Vecceloque Perelocque (8 mesi e 9.000 euro richiesti).

Il Giornale di Calabria

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.