LAMEZIA TERME – Arriva alle 5 e un quarto di ieri mattina al pronto soccorso. La piccola paziente ha solo 2 anni ed è in preda ad uno shock: ha la febbre alta e presenta delle macchie rosso scuro su tutto il corpo. I medici fanno di tutto per farla riprendere, ma la febbre non scende. Alle 6.30, poco più di un’ora dopo, la bambina muore. «Solo l’autopsia potrà dirci di cosa è morta la bambina», dice Elio Scaramuzzino, il primario del pronto soccorso che ieri mattina non era di turno all’ospedale.
Le ipotesi possono essere tante. Ma di sicuro è stato qualcosa di letale, perchè i primi sintomi del malore la bambina li aveva avuti soltanto nel pomeriggio del giorno prima del ricovero. Domenica sera la febbre che per due genitori può essere interpretata come una semplice influenza che colpisce una bambina di appena 2 anni.
Tra le ipotesi c’è quella della sepsi meningococcica, una specie di meningite. Ma i medici più esperti non escludono la leucemia iperacuta o un’epatite fulminante. Questa mattina verrà eseguita l’autopsia sulla piccola paziente per accertare le cause di morte. Intanto la Regione ha attivato «tutti gli accertamenti e le indagini epidemiologiche necessari per individuare le cause e le modalità del decesso», ha dichiarato Andrea Guerzoni, direttore generale del dipartimento della salute.
Per Guerzoni, anche se il sospetto clinico di meningite infettiva necessita di ulteriori riscontri «ugualmente sono state tempestivamente attivate tutte le misure di profilassi e prevenzione nei confronti delle persone che potrebbero essere entrate in contatto con la bimba». Le strutture territoriali dell’Azienda sanitaria provinciale comunque, secondo quanto fa sapere l’assessorato regionale alla Sanità, sono impegnate a monitorare in permanenza la situazione.
La piccola deceduta era l’unica figlia di una coppia di coniugi che risiede in città. Non si tratta di un caso di disagio sociale, sottolineano all’ospedale, queste malattie fulminanti specie in tenera età possono colpire chiunque senza un minimo di preavviso.
Il primario Scaramuzzino non si sbilancia sulla diagnosi, ma tende ad escludere che si tratti di meningite: «Non esistono in anamnesi i presupposti per una patologia di questo genere». Come dire che da una prima ricostruzione fatta sulla breve vita della bambina non ci si sono gli elementi per diagnosticare la meningite infettiva. «La piccola non ha fatto in tempo neanche ad arrivare in pediatria», ha detto Rubino primario del reparto ospedaliero dedicato ai bambini, «è arrivata collassata in pronto soccorso e piena di macchie. Se si tratta di Sepsi meningococcica non poteva salvarla nessuno».
Il pediatra ricorda nella sua lunga carriera pochissimi casi in cui un paziente affetto da Sepsi meningococcica è stato strappato alla morte. Ed in un paio di casi soltanto questo è accaduto, ma i pazienti hanno perso tutti gli arti che gli sono stati amputati chirurgicamente. Finora non sono stati registrati altri casi recenti a Lamezia ed in provincia.
La malattia meningococcica è la più frequente causa di morte per malattia infettiva nei bambini che vivono nei Paesi occidentali, con una prevalenza di 4 casi su 100 mila abitanti, fuori dalle epidemie, e una mortalità del 10% dei casi diagnosticati.
In Italia le meningiti da meningococco sono attualmente le meningiti batteriche più frequenti, con circa 200 casi all’anno, dei quali 90 si verificano nei bambini di età inferiore ai 10 anni. Esistono 13 diversi tipi di meningococco, ma solo 5 causano meningiti e altre malattie. I sierotipi B e C sono i più frequenti in Europa. Nel nostro Paese l’incidenza della meningite da meningococco è minore rispetto al resto d’Europa.
Vinicio Leonetti
Gazzetta del sud
3 commenti
vittorio 6 febbraio 2011 alle 17:48
salve io vorrei chiedere al medico che dice dalla sepsi non ce scampo ,prima che arriva la sepsi ce solo febre e` altri sintomi se diagnosticata prima delle cosidette macchie si puo salvare il bimbo ?
Giancarlo 22 agosto 2010 alle 20:52
sono un papà che ha perso una figlia di 21 mesi per una polmonite fulminante causata da adenovirus, credo che vanno presi dei seri provvedimenti visto che la morte di un bambino fa male, io credo che oggi la sanità dovrebbe riorganizzarsi per dar maggior assistenza e concentrarsi di più su ricerche “salva vita” specialmente quelle di piccoli angeli. infine penso che i medici dovrebbe avere più cuore ed esser più umani e non pensare solo al dio denaro……
rosita 2 gennaio 2009 alle 00:39
io penso che se succede tutto questo deve essere effettuato un cambio del personale troppe persone stanno perdendo la vita… e poi diciamoci la verità quant’è che non si fa un concorso per il cambio o per l’aggiunta di un personale migliore e aggiornato con le nuove tecniche … prendete provvedimenti
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