CURINGA (CZ) – Cristian Galati, 23 anni, il giovane picchiato e dato alle fiamme, trovato nelle campagne di Curinga al confine con il comune di Filadelfia, a cavallo tra i territori delle province di Catanzaro e Vibo Valentia, è stato trasferito in eliambulanza al centro grandi ustionati di Bari. Le condizioni del giovane permangono gravi (ha la testa fracassata e ustioni di terzo grado su tutto il corpo), anche se i sanitari non disperano di salvargli la vita.
Intanto proseguono le indagini per cercare di identificare le persone che, nel corso della notte, hanno caricato con la forza Galati su un’auto per poi portarlo a Curinga, dove è stato legato, malmenato e bruciato. Gli inquirenti pensano ad una vendetta ed anche ad un atto dimostrativo, messo in atto da qualcuno che evidentemente voleva lanciare qualche messaggio.
Cristian Galati è infatti il fratello di un ragazzo scomparso dal dicembre 2006. «Sono stati in due. Mi hanno preso a Filadeldia e poi portato qui e picchiato». Sono state queste le uniche parole dette ai soccorritori. Il ragazzo non ha potuto dire altro a causa della gravità delle sue condizioni.
RITROVAMENTO – È stato un agricoltore che ha sentito i lamenti del giovane a chiamare i soccorsi. Quando i sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Girifalco sono giunti sul posto, una zona boscosa nelle campagne di Curinga, hanno trovato il ragazzo legato e coperto di ustioni.
Sul luogo del ritrovamento stanno lavorando adesso i carabinieri della scientifica alla ricerca di elementi utili a rintracciare gli aggressori. Al momento non è ancora chiaro se chi ha dato fuoco a Cristian Galati lo abbia fatto pensando di averlo già ucciso o abbia deliberatamente cercato di bruciare vivo il giovane.
LA VICENDA – La storia di Galati è legata a 5 cinque casi di lupara bianca che si sono verificati nella zona compresa tra Filadelfia, Francavilla Angitola, Acconia di Curinga e Pizzo su cui ha indagato un giornalista della Gazzetta del Sud, Antonio Sisca (subendo minacce e percosse) che ha ripercorso le vicende di Domenico Serraino, di Francavilla Angitola, di Francesco Aloi di Pizzo, di Francesco Stillitano di Francavilla, di Santo Panzarella di Acconia di Curinga e appunto di Valentino Galati di Filadelfia il cui caso era anche finito a «Chi l’ha visto». Valentino Galati, appassionato d’informatica, fino a poco prima della scomparsa, nel dicembre del 2006, faceva il seminarista e poi aveva lavorato come custode di un locale notturno.
L’ultima volta che è stato visto, usciva dalla sua abitazione per andare al lavoro e da allora non si è più saputo nulla di lui. La sua auto fu ritrovata dai carabinieri nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo Valentia-Pizzo. Nonostante gli appelli dei genitori e la mobilitazione di tutta la comunità di Filadelfia, centro del vibonese, di Valentino Galati non si è saputo più niente. Su quest’ultimo caso in un articolo Sisca ha scritto i nomi dei presunti responsabili di quello che si ritiene un caso di sequestro a cui sarebbe seguito l’omicidio dell’ostaggio.
corriere.it
3 commenti
bruna 4 gennaio 2009 alle 19:27
la penso come Giovannipaolo, ma siamo piccoli granelli di sabbia nel deserto….nel deserto di questa Italia corrotta e mafiosa agli alti vertici…certo a chi ci governa achi sperpera i nostri soldi……..lo Stato è garantista solo dei mafiosi…il potere giudiziario è quello che stiamo vedendo….chi vuole indagare e lavorare seriamente viene…punito, trasferito messo a tacere…gli si blocano le indagini e poi quando vengono riprese….ormai è tutto sistemato o …quasi…..che schifo!!!!
GiovanniPaolo 3 gennaio 2009 alle 00:49
Tutto questo è incredibile! Proprio oggi mi sono preso un’intera giornata per guardare e riguardare gli ultimi film di mafia girati. Ho capito diverse cose, nuovi particolari, piccole cose e grandi preoccupazioni. Una cosa però l’ho capita da subito, da quando per la prima volta ho visto la piovra (più di 20 anni fa) SIAMO SOLI!!!!!!!!!!!!! La mafia non sono loro, loro sono solo i picciotti di chi ci prende per il culo da decenni e decenni. La vera mafia, la vera cosa nostra è quella che ci governa. Vi siete chiesti il perchè delle nuove leggi sulle intercettazioni? Vi siete chiesti il perchè sull’immunità parlamentare? vi siete chiesti perchè i mafiosi siciliani sono in carcere (una parte) e i politici collusi sempre al loro posto? Questa merda non finirà mai, saremo sempre noi i morti che camminano, saranno sempre a noi che faranno le scarpe in base al nostro piede, se e solo se fin quando lo vorremo noi. Proprio così la storia dell’uomo è sempre dipesa e dipenderà sempre solo e solo dall’uomo. Solo noi potremo cambiarla. Come sto facendo la mia parte io? Avendo un’attività commerciale in queste zone e non pagare ne ora ne mai niente a queste persone.
E’ solo una stella e da sola non fa il firmamento. Ma lo stesso firmamento come può esistere senza stelle. Diceva Borsellino ad un Falcone quasi rassegnato: “Andarsene vuol dire ammettere di aver perso” e io la mia vita non la metto nelle mani degli altri tanto meno di loro!
anonimo 1 gennaio 2009 alle 23:59
Sono una ragazza di Filadelfia,fuggita dal mio paese appena compiuti 18 anni,per non vivere in questo paese corrotto.E’ assurdo come si facciano a tenere alcune persone ancora libere non ostante si sappia.Cosa c è di mezzo!neanche la giustizia riesce a proteggerci,perchè forse impauriti o perchè tutto ciò è più grande di loro.Di sicuro i miei figli non cresceranno li!Dove tutti sanno e nessuno parla,dove chi dovrebbe proteggerci lo fa nei limiti.
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