RENDE (CS) – “Le scelte legislative di questo Governo danno una sola opportunità ai ricercatori delle università italiane: abbandonare il proprio Paese per lavorare all’estero”. E’ un passo della lettera aperta che “i precari invisibili della ricerca dell’Università della Calabria” avrebbero voluto consegnare stamattina al Presidente della Repubblica.
“Per motivi di sicurezza, secondo quanto ci è stato spiegato – ha detto uno dei ricercatori precari – non ci è stato consentito di parlare col Capo dello Stato per consegnargli la lettera, ma abbiamo voluto ugualmente fare sentire la nostra voce di fronte a quello che ormai si presenta come un disfacimento del mondo universitario.
Il nostro futuro, a causa dei provvedimenti del Governo, è ormai cancellato e non abbiamo alcuna speranza eppure i precari della ricerca e della docenza svolgono un ruolo essenziale per il buon andamento delle attività universitarie.
L’abolizione dei provvedimenti che prevedono un’imponente riduzione dei finanziamenti all’università e il drastico ridimensionamento del turnover per il reclutamento di nuovo personale è una condizione assolutamente necessaria. Il Governo, in questo senso, deve compiere un passo indietro e il presidente Napolitano può svolgere un ruolo decisivo”.
(Ansa)
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