LAMEZIA TERME – L’esperienza lametina è stato indicata come un caso positivo da studiare ed approfondire nel corso di un seminario nazionale dell’Imes, l’istituto che ha lo scopo di promuovere studi economico-storici-sociali sul Mezzogiorno d’Italia nel più generale contesto italiano.
Autorevoli magistrati hanno relazionato in riferimento ad alcune zone della Calabria. A parlare di Lamezia Terme è stato il sindaco Gianni Speranza, invitato ad intervenire e chiamato in causa come il “sindaco coraggioso”.
“Lamezia rappresenta – ha detto Speranza – l’emblema positivo di una comunità che reagisce nonostante la situazione sia grave e difficile”.
Il sindaco di Lamezia ha evidenziato il “percorso di trasparenza che caratterizza l’azione amministrativa e la faticosa ma possibile ripresa democratica che si sta avviando con la valorizzazione di tante energie e risorse umane a partire dall’esemplare presenza di un’associazione antiracket che insieme al Comune si è costituita parte civile nei processi contro le cosche locali in tutti i processi di mafia ed estorsione”.
Speranza ha, inoltre, sottolineato “l’importanza degli imprenditori lametini che hanno cominciato a collaborare, dell’ultima testimonianza di un imprenditore che ha puntato il dito contro gli autori delle richieste estorsive nel corso del dibattimento in aula e della sentenza del tribunale di Catanzaro che ha stabilito di concedere al Comune di Lamezia una cifra di risarcimento record, ben cinque milioni di euro, con la possibilità che lo Stato anticipi fino ad un terzo appena la sentenza verrà depositata”.
“Non è che io mi illuda – ha detto ancora il sindaco – ma fatti come questi dimostrano che c’è una situazione culturale nuova in città. Lamezia rappresenta una fetta di sud che non si rassegna, ma risponde con passione democratica e forza. Per questo motivo vorrei che prima della fine del mio mandato si potesse organizzare a Lamezia un seminario di studi ed approfondimento, con importanti contributi scientifici e culturali, su una realtà complicata ma dinamica, vivace e positiva al tempo stesso”.
Alla discussione hanno partecipato importanti storici e studiosi delle mafie, magistrati e uomini delle istituzioni, tra i quali Enzo Ciconte (storico della criminalità e professore Università Roma 3), Agazio Loiero (presidente della Regione), Salvatore Lupo (Università di Palermo), Vittorio Mete (Università di Firenze e di Catanzaro), Rocco Sciarrone (Università di Torino), Umberto Ursetta (saggista), Francesca Viscone (saggista); Arturo Buongiovanni (avvocato dei pentiti di camorra), Donato Ceglie (Sostituto Procuratore Dda Antimafia Napoli), Alberto Cisterna (sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia), Emilio Ledonne (sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia), Vincenzo Macrì (sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia), Marisa Manzini (sostituto procuratore Dda Antimafia di Catanzaro); Francesco Ferrante (senatore), Filippo Veltri (giornalista e responsabile Ansa Calabria), Giuseppe Speziali (presidente Confindustria Calabria), Domenico Lucano (sindaco di Riace).
Staff del sindaco – Comune di Lamezia Terme
1 commento
bruna 27 gennaio 2009 alle 21:52
grazie giannetto è merito tuo uomo onesto e coraggioso e sopratutto incorruttibile
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