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L’antiracket approda sul Web con un sito apre su Facebook ed entra nelle scuole – Nuove iniziative dell’Ala per diffondere la cultura della legalità

LAMEZIA TERME – Tre iniziative con al centro i giovani per costruire una società sana ed irrobustire la lotta alla criminalità organizzata. È l’obiettivo illustrato ieri nel corso di una conferenza stampa dai responsabili dell’Ala, l’Associazione antiracket lametina.

Le proposte prevedono la distribuzione gratuita a studenti delle scuole medie e superiori di segnalibri contro il “pizzo” ed un prontuario sulla legalità, l’attuazione del sito Internet e lo svolgimento di un programma di incontri per gli alunni delle medie “Gatti” e “Manzoni” e per quelli dell’istituto commerciale “De Fazio”. Progetti realizzati con fondi propri e con il sostegno di alcuni enti: Camera di commercio, Provincia, Comuni di Lamezia e Catanzaro.

A spiegare i piani d’intervento sono stati i massimi dirigenti dell’Ala: il presidente Armando Caputo ed i componenti del direttivo Costantino Fittante, Giovanna Villella, Tommaso De Pace e Salvatore Di Benedetto. «Abbiamo compiuto notevoli passi in avanti», ha esordito un soddisfatto Caputo, «divenendo una realtà importante del territorio e punto di riferimento nella lotta alla criminalità organizzata. Sono aumentati i contatti con i commercianti e gli imprenditori e nutriamo piena fiducia e speranza nell’operazione della magistratura e delle forze dell’ordine. Il nostro obiettivo è anche educare alla legalità coinvolgendo i giovani».

Il programma d’incontri per gli studenti ha preso il via in tre istituti scelti nelle zone più a rischio della città. I ragazzi hanno compilato un questionario e stanno partecipando a conversazioni sulla democrazia tenute da personalità istituzionali, forze dell’ordine, magistrati e scrittori.

Tra gli appuntamenti ancora da svolgere il più imminente è fissato per il prossimo venerdì alle 10.30 nell’istituto commerciale “De Fazio” con Francesco Forgione, ex presidente della commissione parlamentare Antimafia. «Abbiamo pensato a questi incontri», ha spiegato Costantino Fittante, «per coinvolgere i ragazzi in un periodo decisamente più lungo rispetto all’abituale giornata celebrativa. L’incidenza degli insegnamenti è maggiore anche grazie al metodo scelto, semplice e divertente: sondaggio con risposte guidate e dialoghi sulla Costituzione, la ‘ndrangheta e l’usura».

Il questionario attualmente è all’esame di una sociologa ed i risultati saranno illustrati in seguito dopo la loro elaborazione. Ma Fittante ha anticipato alcune risposte fornite dagli alunni sulla droga che meritano maggiori approfondimenti.

«Molti studenti», ha detto l’ex parlamentare e dirigente dell’Ala, «all’interrogativo sull’uso personale di sostanze stupefacenti non hanno risposto, ma al quesito successivo sulla conoscenza dei tipi di droga ne hanno elencato diversi». Per fortificare la cultura del rispetto e della legalità l’associazione antiracket ha realizzato un prezioso prontuario con quattordici regole, e sei diversi esemplari di segnalibro contro il “pizzo”.

«Si tratta di diversi segnalibro», ha spiegato Giovanna Villella, «alcuni dei quali sono stati realizzati dall’associazione “Inrete”, mentre due dallo studente Gianluca Seta che ha presentato una tesi sulla criminalità dal titolo “‘Ndrangheta corporation”». In essi il messaggio è inequivocabile, forte e chiaro: “Estorcere il pizzo è cosa da mezzi uomini”, oppure ancora “Pizzo. Quando non ti veste, ti spoglia”.

«Si tratta di una prima campagna di sensibilizzazione», ha annunciato Villella, «a cui seguirà una seconda molto più dettagliata e approfondita». Nella grafica del prontuario la speranza: nella prima facciata della copertina c’è un solo omino, tra i tanti, con la testa rivolta verso l’alto, nelle successive pagine gli omini a testa alta aumentano.

Il sito Internet www.antiracketlamezia.it è fruibile, facile da consultare ed è ricco di informazioni e video sulle iniziative svolte dall’Ala. C’è un profilo dell’Ala anche sul portale cercapersone Facebook. «Tutto questo ci servirà», ha commentato Tommaso De Pace dell’Ala, «per interfacciarci con l’utenza».

L’associazione presieduta da Armando Caputo ha pure donato dei libri alle scuole, e nella sua sede di corso Nicotera, in un appartamento confiscato a un clan, sarà presto realizzata una biblioteca contenente volumi sulle mafie e tesi degli studenti universitari sul fenomeno della malavita organizzata.

Agostino Perri

Gazzetta del sud

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