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Syndial, pago io ma lo fate voi

CROTONE – L’ultima conferenza dei servizi istruttoria sulla bonifica non ha fatto registrare passi in avanti nella vertenza con Syndial, ma neanche indietro. I termini restano quelli fissati dalla conferenza dei servizi decisoria dell’8 gennaio: via libera agli interventi di rimozione delle discariche a mare e realizzazione della nuova discarica di Giammiglione a servizio della bonifica.

Restano ancora irrisolti i nodi della bonifica dello stabilimento, della falda, dell’area archeologica e dei sedimenti marini.

L’unica novità è che venerdì scorso Gianfranco Mascazzini, direttore della Direzione per la qualità della vita del ministero dell’Ambiente, ha imposto a Syndial di isolare l’ex Pertusola Sud su tutti e quattro i lati, con una barriera fisica perimetrale di oltre quattro chilometri e mezzo, affondata nel terreno fino alle argille basali, che in alcuni punti si trovano tra i trenta ed i quaranta metri. La barriera isolerebbe una volta per tutte il terreno inquinato della fabbrica (falda compresa) dal resto del territorio, ma precluderebbe anche, a parere di Syndial, qualsiasi possibilità di riutilizzo del sito.

"Essa si configurerebbe di fatto – scrive la società nello studio tecnico-economico-ambientale del progetto di bonifica – come un’opera di messa in sicurezza permanente del sito, ovvero, riprendendo la definizione fornita dal decreto legislativo 152/06, come ‘un intervento atto a isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti’.

Lo stesso decreto precisa che ‘in tali casi devono essere previsti piani di monitoraggio e controllo nonché limitazioni d’uso rispetto alle previsioni degli strumenti urbanistici’.

Ne consegue che la cinturazione dell’area, impedendo di fatto il risanamento delle matrici ambientali contaminate e pertanto il riutilizzo della medesima per le finalità cui essa è preposta, porterebbe inevitabilmente alla sottrazione di una vasta area di territorio alla comunità. Ciò determina la perdita del valore economico, sociale e paesaggistico di detta area. Tale aspetto è particolarmente rilevante data l’ubicazione degli stabilimenti immediatamente a valle del sito su cui sorgeva l’abitato di Kroton".

"Per questa ragione, data l’importanza che rivestono le aree archeologiche nel contesto socio-economico della provincia di Crotone, nonché la diretta vicinanza del sito ad un’area di riconosciuto interesse archeologico – aggiunge Syndial – la redazione del piano operativo di bonifica presentato al Ministero è stata preceduta da una fase di confronto con la Soprintendenza ai beni archeologici", che "ha individuato una fascia di potenziale interesse all’interno del sito ex Pertusola", con la quale "la cinturazione completa dell’area andrebbe ad interferire".

La nuova area archeologica si trova all’angolo Nord-Ovest dello stabilimento, in corrispondenza dell’incrocio tra la statale e la consortile, e si sviluppa per circa novecento metri, di cui oltre seicento lungo la 106 e 248 sulla consortile.

ilcrotonese.it

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