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Operazione antidroga "Replay": condanne confermate in appello

CATANZARO – La Corte d’appello di Catanzaro ha confermato le cinque condanne sentenziate in primo grado dal tribunale di Vibo Valentia nel procedimento seguito all’operazione antidroga battezzata "Replay", condotta dalla Polizia contro una presunta associazione mafiosa vibonese dedita al traffico di cocaina sull’asse Calabria-Roma.

Il Collegio di secondo grado, dunque, accogliendo la richiesta della Procura generale, ha lasciato immutate le pesanti pene inflitte, l’11 luglio 2007, dal giudice di prime cure a Giuseppe Accorinti (detto Peppe), 48 anni, di Zungri, ritenuto il capo dell’organizzazione del narcotraffico, condannato a 21 anni di carcere; Ruben Alicandri, 30 anni, di Roma, indicato come il promotore del vasto giro di cocaina, condannato a 15 anni; Francesco Ricci, 29 anni, e Luciano Marsella, 34 anni, anche loro di Roma, condannati a sette anni di carcere e 30mila euro a testa (quel giorno furono assolti Francesco Carnevale, 36 anni, di Vibo, e Andrea Liverotti, 37 anni, di Pescara).

Tutti furono coinvolti nell’inchiesta che portò al vasto blitz antidroga. A metà dicembre del 2004 centinaia di uomini delle Squadre mobili di Torino, Catanzaro, Roma, Pescara, Vibo Valentia e del commissariato di Gioia Tauro, fecero scattare l’operazione "Replay", per dare esecuzione ai 18 ordini di cattura emessi su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Marisa Manzini, dal gip distrettuale, Flavia Costantini, che dispose la custodia in carcere per 11 persone, e gli arresti domiciliari per altre 7.

In cella finirono Giuseppe Accorinti, presunto boss del clan di Zungri; Marsella e Alicandri, e poi Angiolino Servello, di Ionadi; Cosimo Ierace, nativo del Vibonese ma residente a Roma; Pasquale Bonavota, di Sant’Onofrio; Francesco De Masi, nativo del Reggino ma residente a Roma; Vincenzo Brunori, di Roma; Luciano Casamonica, di Roma.

Ai domiciliari andarono Ricci; Liverotti; Nicola Barbieri, 28 anni, nativo di Toronto ma residente a Torino; Francesco Carnovale, 33 anni, di Vibo Valentia; Pasqualino La Pasta, nativo di Napoli ma residente a Sant’Onofrio; Massimiliano Del Pizzo, 25 anni, di Chieti, mentre tre persone sfuggirono alla cattura.

L’inchiesta prese il via da una serie di indagini avviate dalla Squadra mobile di Torino, dopo il trasferimento, dalla Calabria in Piemonte, di alcuni soggetti del Vibonese.

Il Giornale di Calabria

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