27 febbraio, 2009 

Accademia del mare quanto mi costi

CROTONE – Fossero solo i 5.340 euro spesi per la presentazione nella Capitale staremmo tranquilli. Il problema è che l’Accademia del mare (l’ultimo vezzo del presidente Iritale) è già costata 102.000 euro. Ovviamente si tratta di una spesa extra, cioè fuori dalle previsioni del Piano triennale delle opere pubbliche che assegna all’Accademia 240 mila euro.

Tant’è che il Consiglio provinciale, pur non ratificando per scadenza dei termini la delibera di Giunta che la prevedeva, ha dovuto avallare lo stesso la variazione di bilancio voluta da Iritale per fare fronte ad una convenzione stipulata con il solito carrozzone statale: l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) con il quale il presidente va d’amore e d’accordo in vista, forse, della bonifica industriale.

Quella delle convenzioni, ormai, è una mania. Quella con l’Ispra è stata autorizzata il 17 settembre dello scorso anno, con la stessa delibera istitutiva dell’Accademia del mare, la numero 342, che autorizzava la variazione di bilancio per fare fronte al surplus di spesa. Il problema, infatti, è che il presidente aveva a disposizione solo 240 mila euro, a valere, come già detto, sul Piano triennale delle opere pubbliche, che sono stati suddivisi in parti uguali (120 mila euro a testa) per la realizzazione del Centro di biologia marina e del nuovo Acquarium.

Bisognava quindi reperire nuovi fondi per un protocollo d’intesa con l’Ispra finalizzato ad “avviare una riorganizzazione strutturale – leggiamo nel provvedimento – di tutto l’impianto conoscitivo dell’area marina protetta” e realizzare una “cartografia tridimensionale interattiva del fondale marino”. Per farla breve, ci volevano altri 120 mila euro, che il presidente ha deciso di impegnare “in via d’urgenza” sull’avanzo di amministrazione del 2007.

Quale fosse l’urgenza non è dato sapere. Fatto sta che Iritale aveva fretta, cosicché il 13 novembre (tre giorni prima che scadessero i sessanta giorni per la ratifica in Aula, cioè a tempo quasi scaduto), si è fatto firmare la relativa determina con un impegno di spesa di 102 mila euro, per la stipula di un “protocollo d’intesa – leggiamo testualmente – finalizzato alla realizzazione di attività prodromiche alla costituzione dell’Accademia del mare”.

Il trucco c’è ma non si vede. Anche se le variazioni adottate dalla Giunta provinciale in “via d’urgenza” devono essere ratificate entro sessanta giorni dal Consiglio provinciale, quest’ultimo è tenuto, in caso di mancata approvazione nei termini, a salvaguardare i rapporti giuridici sorti nel frattempo sulla base dell’atto approvato dalla Giunta. In pratica: se il presidente ha preso impegni con terzi, l’Aula, pur non approvando la variazione di bilancio, deve, suo malgrado, farsi carico di queste decisioni e garantire eventuali pagamenti.

E difatti, nella prima seduta utile, quella del 3 dicembre successivo, il Consiglio provinciale, pur verificando che non sussistevano le condizioni per ratificare la delibera di Giunta, prendeva atto che nel frattempo Iritale aveva impegnato la Provincia con l’Ispra e che, volere o volare, bisognava onorare questo impegno. Che poi sia un impegno dal quale realmente scaturiscano rapporti giuridici è tutto da verificare, considerato che un protocollo d’intesa non è un contratto ma un semplice strumento di programmazione negoziata.

Il trucco (o artifizio, chiamatelo come volete) è l’aver approvato la variazione di bilancio in “via d’urgenza”. Ma da cosa fosse dettata quest’urgenza non si capisce. Si fosse trattato di provvedimenti adottati dalla mattina alla sera per fare fronte ad imprevisti di una certa gravità – come, per esempio, gravi calamità naturali – lo potremmo capire.

Ma la stipula di un protocollo d’intesa “prodromico” alla costituzione di un’Accademia del mare non ci sembra proprio un’urgenza, a meno che la fretta non sia dettata dall’imminente scadenza elettorale. E comunque, ormai, è un dato di fatto che lui, Iritale, adotta provvedimenti d’urgenza con la stessa facilità con cui Berlusconi (tra i due ci sono molte affinità, altro che Partito democratico) vara decreti legge sostituendosi al Parlamento.

Ma tant’è, l’Accademia del mare è diventata il suo chiodo fisso, come il Distretto dei beni culturali, il Polo d’innovazione tecnologica, la miriade di Osservatori che ha creato da quando è stato eletto e dei quali nessuno ha mai capito la reale funzione, soprattutto in relazione ai bisogni del territorio.

E la fissazione è tale che dopo la pausa natalizia, non contento di avere costretto il Consiglio ad avallare una spesa della quale, onestamente, questa provincia non ne sentiva il bisogno, il primo atto della Giunta del 2009 è stata l’approvazione (delibera numero 1 del 15 gennaio) della presentazione del progetto dell’Accademia del mare a Roma, quella del buffet da 1.680 euro, costata complessivamente 5.340 euro, senza contare le spese “per la partecipazione di una delegazione alla presentazione”, come si legge sul frontespizio di una determina dirigenziale del 20 gennaio il cui contenuto (forse per un eccesso di ritegno) il presidente non ha voluto pubblicare su internet.

Non è finita: venerdì 20 febbraio il dirigente del IV Dipartimento, Giuseppe Macheda, ha firmato una determina con un impegno di spesa di 12.000 euro a favore della Costa Edutainment spa di Genova, “per l’implementazione e la verifica – si legge – degli elaborati progettuali finalizzati alla realizzazione del nuovo Acquarium”.

A questo punto siamo andati ben oltre le 102.000 euro della convenzione. Cosicché ancor prima di nascere, l’Accademia del mare del presidente Iritale è già costata (al netto delle spese per il sostentamento della delegazione inviata nella Capitale per la presentazione) intorno ai 120.000 euro, oltre 230 milioni delle vecchie lire.

Francesco Pedace

ilcrotonese.it

categorie: Notizie Crotone

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