27 febbraio, 2009 

Cosenza, sequestrata alla stazione del bus ha chiesto aiuto ma nessuno l’ha ascoltata

COSENZA – Una donna romena di 34 anni è stata sequestrata e violentata per giorni a Cosenza da un immigrato marocchino, e poi da un connazionale, che sono stati arrestati dai carabinieri. I due sequestri sono avvenuti nella stessa stazione degli autobus, davanti a decine di persone: nell’indifferenza generale, la donna ha urlato e chiesto aiuto ai passanti, ma nessuno le ha dato ascolto.

La vittima lavora come badante per una famiglia di San Benedetto Ullano (Cosenza), alle porte della città. Il cittadino marocchino e quello romeno, accusati di averla violentata, sono entrambi disoccupati ed hanno precedenti penali non specifici. I carabinieri sono giunti ai due arresti grazie alle indicazioni molto particolareggiate fornite dalla donna. Che è stata condotta in ospedale, poi è stata dimessa e affidata a un istituto di accoglienza.

Ad abusare della donna è stato dapprima il marocchino, Said Echi Chercki, di 36 anni. Dopo averla sequestrata, l’ha portata, sotto la minaccia di un coltello, in un capannone, dove l’ha tenuta segregata per circa dieci giorni.

L’uomo ha poi portato con sé la donna alla stessa stazione degli autobus nella quale l’aveva sequestrata. Qui le si è avvicinato un connazionale, il romeno Marin Tanase, di 34 anni, che, con la scusa di aiutarla, ha minacciato il marocchino. Salvo poi, a sua volta, portarla in un altro capannone dove per altri cinque giorni l’ha sottoposta a violenze ed abusi sessuali. La donna, approfittando di un momento in cui Tanase si era allontanato, è riuscita a liberarsi ed ha denunciato le violenze subite ai carabinieri.

repubblica.it

categorie: Notizie Cosenza, cronaca

Commenti

2 Risposte a “Cosenza, sequestrata alla stazione del bus ha chiesto aiuto ma nessuno l’ha ascoltata”



  1. La Ghezza Sergio 1 marzo, 2009 11:51

    Bisogna che vengano controllati dagli organismi preposti prima di accettarli nel nostro territorio.

  2. La Ghezza Sergio 1 marzo, 2009 11:46

    Ritengo che debbano essere espulsi e fatti condannare dai loro paesi d’origine poichè non siamo in condizioni di mantenerli come nostri detenuti.

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