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Soppressione Cda del Centro residenziale Unical – Nasce un Comitato, domani assemblea generale

COSENZA – Il tema della soppressione del Consiglio di amministrazione del Centro residenziale dell’Università della Calabria sarà al centro, domani, di un’assemblea generale degli studenti. La decisione di sopprimere il cda del Centro, secondo quanto riporta una nota degli studenti, è stata deliberata dal Consiglio di amministrazione dell’Ateneo e deve essere ratificata dal Senato accademico. Per contrastare la decisione é sorto un Comitato in difesa del Centro residenziale che ha redatto un documento in vista dell’assemblea.

“Fino a ieri – prosegue il testo – data la delicata natura delle sue funzioni quest’organo agiva, come i Dipartimenti e le biblioteche, in piena autonomia e sotto il controllo del Comitato di garanzia del Centro residenziale. All’indomani di tale provvedimento, invece, viene messa in discussione la libertà di azione del cda, cui si è preferita una più ‘snella’ Commissione, integrata all’interno del Cda di Ateneo, il quale, di conseguenza, dovrà farsi carico, oltre che delle sue naturali mansioni, anche di quelle che prima venivano svolte da un organo indipendente determinando, di fatto, un pericoloso accentramento di potere”.

“E’ molto probabile – è detto nel documento – che trasferire l’intera gestione del centro residenziale al Cda d’Ateneo, sovraccaricandolo, inciderà sui tempi con cui vengono erogati i servizi a noi studenti. Altro che snellimento. Vorremmo avere delle risposte certe, ma purtroppo siamo costretti a rimanere nel campo delle ipotesi dal momento che, in barba alla presunta trasparenza degli atti amministrativi di cui si fa vanto il Rettore, non siamo in alcun modo riusciti a venire in possesso del verbale in cui sono riportate le cronache del Consiglio di amministrazione nel quale sono state decise le controverse modifiche di statuto.”

“Ci piacerebbe essere ottimisti e ragionare in maniera positiva, ma abbiamo memoria di vecchie vicende burocratiche che hanno consentito al Rettore, in tempi non troppo lontani, di abbattere il vincolo del terzo mandato con una opportuna (e discutibile) modifica dello Statuto, al solo scopo di prolungare la sua permanenza sullo scranno più alto dell’Università della Calabria. Come sempre… non resteremo a guardare”.

(Ansa)

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