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Avvocati e praticanti indagati per aver “acquistato” gli esami – Esami venduti all’Università. Sequestrate 48 lauree in Giurisprudenza alla "Magna Graecia". Il presidente Iannelli: «Inquietante che ci siano legali che svolgono attività»

CATANZARO – Lo scandalo delle lauree vendute all’Università "Magna Graecia" di Catanzaro, continua a mietere vittime. E, nella rete della Procura, finiscono altri 48 dottori in giurisprudenza, tra avvocati, praticanti e liberi professionisti operanti al servizio dello Stato.

Per tutti, ieri mattina, un avviso di garanzia che parla di corruzione, falso in atto pubblico, falso per induzione, soppressione e distruzione di atti, esercizio abusivo della professione forense, emesso dai sostituti procuratori Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, contestualmente a un decreto di perquisizione e sequestro con cui i carabinieri della sezione di Pg hanno setacciato gli archivi degli uffici amministrativi dell’Ateneo, alla ricerca di prove a riscontro delle ipotesi di reato formulate dai magistrati. Che, ancora una volta, hanno ripercorso quella catena di complicità che, per anni, avrebbe permesso all’ex funzionario responsabile della segreteria degli studenti di elargire voti gonfiati o per esami mai sostenuti a chi era disposto ad offrire anche poche migliaia di euro per raggiungere più facilmente l’ambito traguardo della laurea.

Fino a quando a portare alla luce i retroscena inquietanti di un meccanismo perverso che potrebbe avere funzionato anche nell’ambito di altre facoltà, ci hanno pensato i due magistrati che, lo scorso anno, hanno già ottenuto l’arresto e la conseguente condanna a tre anni di reclusione di Francesco Marcello.

Da lì era stato un susseguirsi di accuse a carico di ulteriori neo laureati, ai cui nomi si aggiungono i 48 finiti nell’elenco degli indagati di ieri, che conta dieci avvocati iscritti a diversi ordini della Calabria ed anche in regioni del nord dell’Italia (una segnalazione della Procura è già partita alla volta degli ordini interessati), 25 praticanti avvocati e 13 persone che svolgono una professione diversa da quella forense.

Quarantotto professionisti, chiamati adesso a difendersi nelle sedi opportune dalle accuse della Procura, supportati in tal senso dagli avvocati di fiducia (tra cui figurano Saverio Loiero, Walter Bitonte, Anselmo Torchia, Antonio Sgromo, Silvano Sardegna, Diego Brancia e Gianni Russano), con il rischio anche della confisca della laurea, sulla scia di quanto avvenuto lo scorso anno rispetto alle tredici conseguite da altrettanti indagati, che avevano preferito patteggiare la pena.

Sulla «situazione che si aggrava e che apre scenari inquietanti» è intervenuto, ancora una volta, il presidente dell’ordine degli avvocati di Catanzaro, Giuseppe Iannello, per esprimere particolare preoccupazione rispetto ai casi di avvocati che esercitano già la professione.

«Il fatto, poi, si commenta da solo – ha sottolineato Iannelli -. Dobbiamo attendere, però, che si concludano le indagini della Procura per capire fino in fondo quanto è diffuso il fenomeno. Nei prossimi giorni ci sarà una riunione del consiglio dell’ordine e non escludo che affronteremo anche questa vicenda.

C’è poi un ultimo aspetto – ha concluso Iannello – che va affrontato in modo definitivo. Bisogna capire che cosa intende fare l’Università sui casi che sono stati scoperti dalla magistratura. Vogliamo capire se il titolo di studio è annullato e, quindi, bisognerà rifare l’intero corso di laurea, oppure se sono annullati solamente alcuni esami che vanno rifatti. Su questo tema attendiamo una parola definitiva dall’Università».

STEFANIA PAPALEO

ilquotidianoweb.it

5 commenti

  1. Gianluca 25 marzo 2009 alle 14:16

    DA Calabrese .. Catanzarese e onesto STUDENTE orgoglioso di studiare non solo per arrivare ad avere un posto di lavoro ma per passione principalmente.. mi ritengo indignato e mi VERGOGNO oggi più di quanto sia accaduto in passato per la situazione scandalosa che regna nella nostra terra.. non basta il lavoro della magistratura per ripulire una regione in cui evidentemente la brama di potere prevarica la voglia di elevarsi culturalmente e di fare per essere utili.. all’altro .. nel contesto della società!Piccola digressione…In questo senso le centinaia di associazioni di “stampo” Massonico che esistono nella nostra Amata terra ne sono espressione! )Vogliamo i nomi di questi che a mio avviso sono delinquenti alla pari di altri più famigerati delinquenti VERGOGNATEVI….. pseudo studenti e personale indagato

  2. gilda 25 marzo 2009 alle 10:08

    Lo sappiamo che la Calabria è la cenerentola d’Italia, ma c’è da dire che i calabresi si impegnano molto per mantenere alto questo triste primato!, nei corridoi dei Palazzi di Giustizia di questa Regione l’analfabetismo regna sovrano, la forma supera di gran lunga la sostanza, ci sono colleghi che rispetto al diritto sono come due rette parallele…….non si incontreranno mai!…. Vi prego almeno VERGOGNATEVI!!!!! è il minimo storico.

  3. bruna 24 marzo 2009 alle 19:39

    va bene così …bene la seconda puntata …..vogliamo i nomi di questi laureati …impreparati che si aggirano nei corridoi del Tribunali con arroganza e impreparazione…..ma io dico ..continuate le indagini….e perchè non si va a vedere le lauree …anzi mini lauree…in scienze infermieristiche…… che preparazione nei reparti….

    io so che chi studia a catanzaro e gli esami se li suda esce preparato perchè ci sono ottimi docenti……

  4. Filippo 24 marzo 2009 alle 17:18

    Io spero che l’università si dimostri “degna”. Il titolo di studio deve essere annullato e deve essere necessario rifare tutto il corso di studio. Credo che sia il minimo dovuto a tutti coloro che, invece, hanno studiato e sostenuto gli esami in maniera corretta.

  5. Antonella 24 marzo 2009 alle 10:17

    Quanto è successo ha dell’incredibile!Provo vergogna e indignazione per quelle persone che invece di studiare, come hanno fatto in molti, pensavano di farla franca;sinceramente ritengo che ad essere leso non sia soltanto il prestigio dell’ateneo catanzarese ma soprattutto l’immagine di chi, come me, ha studiato in quest’ateneo e fatto sacrifici per raggiungere l’ambito traguardo della laurea.Se al nord, noi studenti del sud, siamo oggetto di discriminazione perchè credono che abbiamo comprato il titolo,dopo quanto accaduto, mi chiedo come faremo a sfatare i pregiudizi nei nostri confronti!La delusione è tanta!

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