CROTONE – Di sicuro c’è che si sono parlati e che la discarica di Giammiglione non si farà. Sia gli enti locali che Syndial hanno convenuto su quanto disse Mascazzini nel corso dell’ultima conferenza di servizi: troppo pericoloso fare viaggiare oltre un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi sulla statale 106, sia dal punto di vista dell’intasamento del traffico che della dispersione nell’area di polveri nocive per la salute. Meglio lasciare le discariche industriali a mare dove sono, inertizzarle e trasformarle in una grande banchina portuale.
Un incontro di difficile lettura quello che si è svolto martedì scorso a Roma, nella sede di rappresentanza della Regione Calabria, promosso dal governatore Agazio Loiero e dall’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco. Fino a ieri gli enti locali (Regione e Comune) sostenevano a spada tratta la necessità di realizzare la discarica di Giammiglione, sia pur ad esclusivo servizio della bonifica.
Oggi, invece, dicono che se ne può fare a meno e che è meglio trattare i rifiuti in loco per evitarne la movimentazione. Un passo indietro, insomma, anche se di positivo c’è che le parti sono tornate a parlarsi senza la mediazione del ministero dell’Ambiente, e, stranamente, si sono trovate d’accordo.
I risultati dell’incontro, un primo approccio, a quanto pare, parallelo alla transazione globale che Governo ed Eni dotrebbero firmare per la chiusura definitiva del contenzioso dopo la conversione del decreto legge 208, sono stati resi noti da una nota del Comune: "Le parti hanno condiviso l’opportunità di valutare entro brevissimo tempo la rivisitazione del progetto precedentemente approvato in sede di conferenza di servizi. Si è evidenziata, in particolare, l’opportunità di procedere ad una bonifica integrale che, oltre alla messa in sicurezza delle discariche a mare, preveda, attraverso la realizzazione di vasche di colmata, il pretrattamento dei materiali. Questo consentirà anche di poter realizzare una struttura portuale secondo le esigenze che potranno essere espresse dalle amministrazioni locali".
La proposta, avanzata da Regione e Comune, di rivisitare il progetto di rimozione delle due discariche e di costruzione di un nuovo sito a Giammiglione, è stata accolta favorevolmente da Syndial, presente all’incontro con l’amministratore delegato, Angelo Taraborrelli, e l’immancabile stuolo di avvocati (questa volta erano solo… tre).
E non poteva essere diversamente visto che con questa soluzione la controllata di Eni evita i costi di realizzazione della nuova discarica e quelli (non indifferenti) del trasporto dei rifiuti dall’area industriale a Giammiglione; rifiuti che resteranno invece ad Armeria e ‘Farina di trappeto’ e dopo apposito trattamento verranno inglobati nella cassa di colmata della nuova banchina portuale, destinata ad accogliere anche il terreno inquinato dell’ex Pertusola Sud.
Syndial ha messo sul tappeto 300 milioni di euro per le opere di bonifica (altro è il danno ambientale che dovrebbe risolversi con la transazione globale ad un tavolo dove non saranno presenti gli enti locali). La cifra sarebbe così suddivisa: 130 milioni per le discariche, 150 per lo stabilimento, il resto per interventi secondari.
Sia la Regione che il Comune, rappresentato dal sindaco Peppino Vallone e dal suo vice Arturo Crugliano Pantisano, non si sono espressi, non avendo al momento gli strumenti per quantificare economicamente gli interventi di bonifica. Ma sul tavolo ci sono anche i 250 milioni di euro che l’assessesore regionale alle Attività produttive, Francesco Sulla, presente all’incontro con il suo direttore generale Antonio Martini, ha ottenuto per Crotone a valere sulle risorse della delibera Cipe per il recupero produttivo dei siti di interesse nazionale inquinati, il cui utilizzo, tuttavia, è subordinato alla bonifica industriale.
L’impressione è che la fretta, visto che i soldi del Cipe fanno gola a tutti, abbia preso il sopravvento. Syndial vuole chiudere al più presto la partita, anche perché ormai ha poco da temere sotto il profilo del danno ambientale (ed insieme ad essa lo Stato che è parte integrante di questa vicenda); Regione e Comune hanno altresì fretta di spendere i soldi della delibera Cipe che potrebbero realmente cambiare il volto dell’area industriale.
La Regione, soprattutto, mira ad ampliare la struttura portuale con una nuova banchina alle spalle delle aree Eni, a servizio delle attività destinate ad insediarsi sui siti oggi inquinati, grazie ai soldi del Cipe. Ma non è l’unica, visto che anche la Provincia (assente all’incontro romano) ancora fa circolare i suoi disegnini sul ‘Grande attrattore culturale ed ambientale’ che dovrebbe sorgere a partire da quelle aree e spingersi fino al porto vecchio, e di recente sono comparsi altri disegnini (sempre sogni su carta) del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Crotone che ha elaborato un proprio ‘Piano strategico-programmatico’ per quella porzione di città, scambiando Crotone con Dubai: costo, manco a farlo apposta, intorno ai 200 milioni di euro.
ilcrotonese.it
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.