MONTEPAONE (CZ) – La Guardia di finanza ha sequestrato a Montepaone una parte del villaggio turistico Calaghena. Le porzione della struttura sequestrata ha un valore di cinque milioni di euro, mentre l’intero villaggio vale oltre 15 milioni. Secondo quanto riferito dagli investigatori, la struttura sequestrata sarebbe stata realizzata grazie ad un finanziamento statale ottenuto irregolarmente.
Nell’inchiesta che ha portato al sequestro sono indagate cinque persone tra cui Alberto Failla, amministratore della societa’ proprietaria della struttura.
Il sequestro e’ stato fatto in esecuzione di un decreto emesso dal gip di Catanzaro Antonio Falvo su richiesta della Procura della Repubblica.
L’immobile sequestrato e’ stato affidato in custodia giudiziaria, con facolta’ d’uso, alla societa’ proprietaria della struttura in attesa che vengano completati gli accertamenti investigativi.
*aggiornamento
Finanziamenti statali percepiti indebitamente per tre milioni di euro ed emissione di fatture false per operazioni inesistenti per due milioni: sono alcuni degli elementi emersi dall’indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza che ha portato al sequestro a Montepaone di una parte del villaggio turistico Calaghena.
Il finanziamento era stato ottenuto nell’ambito del Patto territoriale del versante jonico delle Serre e del Soveratese che prevede l’erogazione di finanziamenti per la realizzazione di interventi strutturali da attuare sotto la vigilanza della Provincia di Catanzaro. Nell’inchiesta non sono indagati, secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, amministratori pubblici o esponenti politici.
Gli ideatori della truffa avrebbero organizzato, secondo l’accusa, un giro di fatturazioni per operazioni inesistenti in tutto o in parte. Sarebbe stata attestata falsamente, tra l’altro, con la complicita’ di alcuni profesionisti, anche l’ultimazione dei lavori finanziati. Per alcune delle opere realizzate, inoltre, non era stata rilasciata la prescritta autorizzazione edilizia.
Le cinque persone coinvolte nell’inchiesta sono indagate per truffa, falso ideologico e materiale ed emissione di fatture false.
(Ansa)
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