LAMEZIA TERME – Le modalità di riorganizzazione fra centro e periferia escludono il sud e la Calabria dai processi di innovazione e modernizzazione. Manca un adeguato sistema relazionale idoneo a favorire lo sviluppo e capace di individuare la strada maestra per governare il prossimo federalismo.
Vi sono problemi, con ordini di grandezza, che sfuggono al ruolo delle classi dirigenti meridionali locali e che finiscono inevitabilmente per condizionare qualsiasi processo di cambiamento.
Si pensi alla rete dei trasporti, con la consapevolezza che la infrastrutturazione pensata in sede comunitaria doveva servire per avvicinare il più possibile il centro Europa al mediterraneo, da Berlino a Palermo, lungo tutta la penisola.
Scelte opposte, hanno fatto sì che "l’Europa finisse a Napoli". Infatti, l’insegnamento dettato dalle scelte di Trenitalia dimostra come, anche quando si spendono soldi pubblici, si può tranquillamente lasciare fuori dei processi di modernizzazione parte del Paese, senza dover rendere conto a nessuno.
Così, i treni veloci di nuova generazione che viaggiano sulla rete ferroviaria rinnovata, si fermano alle porte di Napoli e quelli che in poco più di tre ore percorrono la tratta, Milano " Roma, per i viaggiatori meridionali sono solo un fantastico sogno lontano.
Scopriamo che il processo di riforma delle ferrovie, iniziato negli anni 80, con il " privato " che doveva migliorare il servizio complessivo a vantaggio di tutta l’utenza, si è dimostrato fallimentare poiché esclude da taluni servizi importanti l’intero sud.
Non possiamo, come Adiconsum di questa Regione, non criticare le scelte strategiche di Trenitalia che hanno lentamente isolato l’area meridionale del paese, marginalizzando Regioni importanti come Calabria e Sicilia.
I conti non si possono pareggiare tagliando investimenti e servizi sempre a danno di una parte del paese, su questioni fondamentali per la gente.
Non può valere la regola "tutto ciò che è produttivo lo tengo il resto lo demandiamo ad altri che sono pronti a caricarsene i disagi ed eventualmente anche le perdite".
E’ tempo che Trenitalia e RfI si adoperino per arrestare il processo di smantellamento del trasporto ferroviario nelle aree meridionali.
I cittadini e gli utenti chiedono:
* interventi e scelte sull’alta velocità;
* treni confortevoli;
* orario bene studiato;
* linee adeguate e sicure;
* velocizzazione per l’attraversamento dello stretto di Messina, che oltre ai tempi biblici sconta costi eccessivi per l’utenza che si deve spostare in auto. Costi non in linea con la qualità del servizio e la cosa che sorprende è che non si da la possibilità di praticare forme di abbonamento;
*il ripristino del trasporto sul litorale ionico con treni interregionali veloci Villa San Giovanni " Taranto " Bari.
I cittadini e gli utenti meridionali non chiedono cose impossibili, chiedono ciò che altrove è stato realizzato con i soldi di tutti.
A chi ha responsabilità politiche si chiede di lavorare ad un nuovo patto per portare il mezzogiorno in Europa, iniziando dall’organizzazione del trasporto ferroviario e se necessario avviando una commissione parlamentare d’inchiesta per verificare con la massima esattezza lo stato della viabilità e dei trasporti in generale in tutto il sud.
Il Segretario Generale
Romolo Piscioneri
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