LAMEZIA TERME – Lo stile di Adiconsum non è quello di aprire polemiche ma soffermarsi sui fatti. Fatti, ampiamente documentati e sostenuti dall’ormai sconfinato numero di testimonianze dirette di chi in treno ci viaggia veramente. E’ mistero tra i misteri come Trenitalia possa ritenersi soddisfatta su ciò che offre ai passeggeri del sud, mentre questi raccontano di viaggi simili ad un "cammino di passione" facendo fatiche enormi per astrarsi mentalmente da disagi e disservizi.
Sostanzialmente, diciamo a Trenitalia che non è una rondine che fa primavera, come non può essere un solo treno (etr 600, frecciargento), peraltro limitato dalle pessime condizioni della rete, che a seguito del perenne abbandono non permettono velocità elevate, a soddisfare le esigenze dei viaggiatori meridionali. E’ un fatto importante ma insufficiente.
Nel concreto, questo splendido treno è poco fruibile per gran parte della gente Calabrese che vive nella fascia ionica, un esempio su tutto, la fermata non prevista nella città di Rosarno, costringendo gli abitanti di oltre 50 comuni a spostarsi o su Reggio Calabria o su Lamezia Terme.
Nell’uno e nell’altro caso è necessario percorrere oltre 250 chilometri tra ss 106 e autostrada Sa-Rc. Un buon criterio orientativo per chi ha responsabilità nell’organizzazione della mobilità può essere quello della comparazione.
Per essere più espliciti; un utente che decide di mettersi in viaggio da Milano verso Roma"Napoli, facendo uso di un treno veloce (eurostar) può, nella fascia oraria, 9.30-20.30 combinare la sua scelta su 17 possibilità con la frequenza di un treno ogni trenta minuti.
Lo stesso utente che da Napoli deve scendere in Calabria o Sicilia, sempre nella stessa fascia oraria e con lo stesso tipo di treno, può combinare la sua scelta su 3 possibilità con la frequenza di un treno ogni quattro ore. C’è quindi, un problema di quantità.
Non possiamo dire bene della qualità del servizio, così come non convince la programmazione e gli impegni di spesa sulle infrastrutture, nell’ attesa dell’avvio dell’alta velocità.
Ci viene detto che sull’alta velocità Trenitalia investe del suo ed è giusto che gli utenti del sud sappiano quanto viene speso, in termine di percentuale, nel loro interesse.
Da queste parti, si stanno mettendo in discussione i servizi universali e questo non è in linea con quanto sta maturando sul piano degli investimenti destinati alla modernizzazione del sistema ferroviario Italiano.
Serve un riequilibrio della spesa pubblica per riallineare gli investimenti in materia di trasporto ferroviario che oggi scartano il meridione dalle priorità tenendolo in uno stato pietoso dove viaggiare diventa una vera odissea.
Quando le lamentele e le proteste giungono da più parti, si guardi alle iniziative di lotta avanzate dai sindacati confederali di categoria oltre che dagli utenti, significa che nel concreto le cose non vanno bene e noi abbiamo la responsabilità che ci viene demandata che è quella di dare voce ed amplificare non il lamento ma i veri disagi e le difficoltà della gente. E questo faremo, con tutti i mezzi a nostra disposizione.
Il Segretario Generale
Romolo Piscioneri
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