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Sabato del Villaggio, La figlia di Enzo Biagi: ecco chi era mio padre – L’ospite della rassegna culturale parlerà nell’auditorium “Campanella”

LAMEZIA TERME – «Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino». Questo aforisma è di Enzo Biagi, il giornalista deceduto all’età di 87 anni il 6 Settembre del 2007 per problemi cardiaci. Di lui si parlerà sabato alle 18 con la figlia Bice: nei locali dell’auditorium dell’ex magistrale “Tommaso Campanella” per il terzo appuntamento annuale del Sabato del Villaggio.

Dopo Vittorio Sgarbi critico d’arte e il politico Willer Bordon è la volta della figlia di un giornalista noto nel panorama italiano e internazionale, che ha seguito le orme del padre. É stata direttore di “Insieme”, “Intimità” e “Novella 2000″ poi vicedirettore di “Oggi”.

Nato il 9 agosto 1920 a Lizzano in Belvedere, un paesino dell’Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna, Enzo Biagi fin da bambino si dimostrò portato per le materie umanistiche e con un gran talento per la scrittura. Dall’età di 18 anni pur proseguendo gli studi si dedicò alla carriera di giornalista come cronista al “Resto del Carlino” e a soli 21 anni divenne giornalista professionista.

Durante la Seconda guerra mondiale si unì ai partigiani attivi sul fronte dell’Appennino ed il 21 aprile del 1945 annunciò a Bologna ai microfoni del Pwb, l’ente americano addetto alla propaganda di guerra nei tenitori occupati, la fine della guerra.

Il periodo del Dopoguerra fu per lui ricco di soddisfazioni. Fondò a Bologna il settimanale “Cronache” e il quotidiano “Cronache sera”.

Fu riassunto al “Resto del Carlino” nel ruolo di inviato e critico cinematografico. Dal 1952 al 1960 a Milano fu direttore del settimanale “Epoca”. Dal 1961 entrò in Rai e questo rapporto con il mezzo televisivo proseguì lungo l’arco di tutta la sua vita.

Divenne famoso e la sua firma comparve presto su giornali come “La Stampa” (di cui è stato inviato per una decina d’anni), la “Repubblica”, il “Corriere della Sera” e il settimanale “Panorama”.

Raffaele Gaetano, direttore artistico della rassegna “Il Sabato del villaggio” ha anticipato: «Avremmo potuto rievocare il suo passato di partigiano di cui andava tanto fiero, oppure per venire a tempi più recenti, rammentare l’editto bulgaro che segnò la fine della sua seguitissima “striscia” quotidiana, la trasmissione “Il fatto” che andava in onda subito dopo il popolare Tg1 della Rai, nella quale il professionista aveva modo di sviscerare i misfatti propri dell’italianità».

Dora Anna Rocca

Gazzetta del sud

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