mar, 22 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 30 ospiti, 2 bot

Lamezia, Fuoristrada dato alle fiamme nella notte in un residence – Di proprietà del titolare di un centro alberghiero

LAMEZIA TERME – C’è la mano della criminalità dietro l’incendio che nella notte tra lunedì e martedì scorsi ha mandato in fumo un fuoristrada parcheggiato in un residence lungo la costa tirrenica, tra i comuni di Gizzeria e Falerna a poche centinaia di metri da Capo Suvero? Scioglieranno ogni dubbio nei prossimi gli uomini delle forze dell’ordine che stano conducendo le indagini sull’incendio dell Toyota Land Cruiser di proprietà del titolare di un centro alberghiero.

Le fiamme sono state domate dal pronto intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Caronte. Il fuoristrada preso di mira dagli anonimi incendiari era parcheggiato all’interno della struttura. Gli inquirenti sulla identità del proprietario del fuoristrada mantengono il massimo riserbo ai fini delle indagini.

Sulle cause che hanno provocato l’incendio, non dovrebbero essere dubbi. Si tratta di un incendio di natura dolosa anche perché i vigili del fuoco nella fase della ricognizione, dopo aver domato le fiamme, hanno trovato alcuni elementi che non lasciano spazio a dubbio. L’auto prima è stata cosparsa di benzina e poi data alle fiamme.

Per gli investigatori, quindi, non ci dovrebbero essere dubbi si tratterebbe di un incendio provocato dolosamente da qualcuno che ha cosparso di liquido infiammabile il fuoristrada dopo avere scavalcato il recinto.

Ora le indagini delle forze dell’ordine dovranno stabilire se si tratta di un atto di intimidazione nei confronti del proprietario, che abitava poco distante dal luogo dove si è verificato l’incendio.

Le indagini sono finalizzate ovviamente anche a stabilire il perché l’auto è stata incendiata.

Gli investigatori dovranno stabilire se c’è una stretta relazione tra l’incendio del fuoristrada e il rinvenimento nel dicembre del 2007 di alcune bombe, che erano state nascoste nel giardino del park hotel, dove era parcheggiata l’auto incendiata.

Nel park hotel gli uomini della polizia, nell’ambito di una operazione congiunta della squadra mobile di Catanzaro e della Squadra di polizia giudiziaria del commissariato lamentino – chiamata in codice “Pipe bombe” – furono trovati diciannove chilogrammi di esplosivo.

Un quantitativo che dagli inquirenti fu definito particolarmente significativo, capace di provocare effetti dirompenti e distruttivi. In quella circostanza furono arrestate due persone.

Secondo gli investigatori, il materiale esplosivo era destinato ad attività estorsive. Oltre ai 19 chili di esplosivo, i poliziotti rinvennero cinque fucili, detenuti legalmente, e numerose munizioni detenute in quantità eccessive. Materiale che poi fu posto sotto sequestro dagli agenti.

Un’ indagine comunque complessa quella che si presenta agli investigatori, che dovranno inoltre stabilire se c’è un nesso con gli scavi effettuati dalla squadra mobile della questura di Catanzaro, insieme agli uomini del commissariato lametino il 18 febbraio scorso, nella stessa zona dell’incendio.

Gli uomini della Polizia di Stato, infatti, con la collaborazione dei vigili del fuoco, furono impegnati, per diverse ore, a setacciare un’area ben delimitata all’interno della struttura turistica, dove è stato dato alle fiamme il fuoristrada e dove, si presumeva, potesse essere stata sepolta una persona.

Per tutto il pomeriggio del 18 febbraio e del giorno seguente, con l’ausilio di un escavatore i tecnici dei vigili del fuoco sotto le direttive degli uomini della polizia, scavarono una grossa buca lunga tre metri e larga due, per ricercare e individuare dei resti umani di una persona che sarebbe stata probabilmente uccisa e poi sepolta.

Ad indicare il luogo agli uomini della Squadra mobile della questura di Catanzaro, probabilmente fu qualche collaboratore di giustizia finito in una inchiesta portata a termine dalla polizia circa due anni fa.

Al termine degli scavi, furono trovati frammenti di ossa che furono trasferiti al laboratori della polizia Scientifica della questura di Catanzaro e poi affidati ad un perito per stabilirne la natura. Sul ritrovamento gli inquirenti mantengono ancora oggi il massimo riserbo. Gli investigatori stanno vagliando ogni ipotesi.

Giuseppe Natrella

Gazzetta del sud

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.