SORBO SAN BASILE (CZ) – C’è stato un prestito non restituito all’origine dell’omicidio di Carmine Ursetta, il settantasettenne ucciso l’altro ieri sera nella sua abitazione di Sorbo San Basile, un centro della Presila catanzarese, a colpi di arma da taglio. L’omicida, Francesco fratto, 34 anni, subito individuato dai carabinieri, lo ha colpito più volte alla gola con un piccolo coltello da cucina.
Poi, accortosi di essere stato scoperto, ha provato a nascondersi in un caminetto al piano inferiore dello stabile, dove lo hanno ritrovato poco dopo i militari della stazione di Taverna. La vittima non sopportava più che l’assassino non gli restituisse il denaro che gli era stato prestato da tempo. Per questo Ursetta aveva chiesto più volte l’intervento del padre del giovane.
Un’iniziativa che aveva infastidito moltissimo il trentaquattrenne, che l’altro ieri sera si è presentato a casa del pensionato per chiarire ogni cosa. Secondo le prime ipotesi, l’anziano aveva prestato a Fratto circa 3.500 euro. Una somma che, sempre secondo le prime ipotesi investigative, potrebbe essere stata utilizzata per giocare alle macchinette videopoker.
Un vizio che sembra fosse molto forte per il giovane disoccupato. La ricostruzione della serata è stata effettuata ieri mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nel comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro, alla presenza del comandante provinciale, il colonnello Claudio D’Angelo, del comandante della Compagnia di Catanzaro, Raimondo Nocito, e del comandante della stazione di Taverna, maresciallo Cruccia.
Martedi sera, quindi, intorno alle 22, Fratto ha suonato alla porta di Ursetta, in un vicoletto del centro storico di Sorbo San Basile, via dell’Acqua, a pochissimi metri dalla piazza del paese. Tra i due si sarebbe subito acceso un alterco, fino alla reazione del giovane che, davanti alla minaccia dell’uomo di denunciare tutto, avrebbe afferrato un coltello da tavolo colpendo più volte l’uomo alla gola.
Le urla provenienti dalla casa, intorno alle 22,30, hanno fatto scattare l’allarme e qualcuno ha avvisato la stazione dei carabinieri. In pochi minuti è giunta sul posto una pattuglia che ha trovato il corpo senza vita del pensionato.
Nel corso della perquisizione dello stabile, al piano seminterrato, in una sorta di magazzino, i militari dell’Arma hanno trovato Fratto nascosto in un camino e, sepolto nella cenere, il coltello. Sia il giovane che l’arma erano ancora insanguinati.
Una volta portato in caserma, davanti all’avvocato difensore e al sostituto procuratore Simona Rossi, il trentacinquenne ha confessato tutto, e per lui sono scattate le manette con l’accusa di omicidio volontario aggravato.
Il Giornale di Calabria
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