LAMEZIA TERME – «Chiude definitivamente lo scalo merci di Sant’Eufemia che segue quello di altre realtà calabresi». Ad affermarlo è la Uil Trasporti in una nota in cui commenta: «Il piano di modifica sulle restrizioni del traffico di Trenitalia ha sortito il suo effetto ancora una volta in questa regione».
Il sindacato spiega che «la decisione, slittata soltanto di qualche mese, arriva come una scure sulle teste dei lavoratori coinvolti nel piano di drastico ridimensionamento dell’impianto dello scalo merci lametino, e che avrà ripercussioni tragiche anche per l’economia locale già in preda ad una profonda crisi , soprattutto per quelle aziende che utilizzano il trasporto su rotaie e che fra qualche settimana dovranno riversare il loro business sul trasporto su gomma».
A parlare per la Uil è il dirigente Alessandro Calabrese che continua: «Questo porterà un notevole aumento del traffico sulla congestionata e beiruttiana A3 di cui difficilmente vedremo la fine (forse neanche per il 2013) e che tra l’altro continua, soprattutto in questo periodo, ad essere un freno allo sviluppo turistico di per sè sottosviluppato.
Con i risultati del voto ancora bollenti viene naturale chiedersi se l’ulteriore peso che avrà la Lega Nord su questo governo influirà notevolmente sulle scelte che a breve si dovranno fare per le importanti poltrone che si stanno liberando. Poltrone pesanti, come quelle di Anas e Trenitalia, che fanno gola a molti, e anche alla Lega che purtroppo lamenta l’eccessiva (secondo loro) concentrazione di investimenti Anas fatta nel Mezzogiorno».
In particolare per le Ferrovie dell Stato l’esponente della Uil sostiene che «dove le mire sono quelle di controllare gli accordi regionali di Trenitalia, e qui la lingua batte dove il dente duole, perché già siamo costretti a sorbirci la diatriba tra Trenitalia e Regione sugli investimenti dei fondi per l’ammodernamento del materiale rotabile, fondi che ci sono ma che si ha difficoltà ad utilizzare a discapito dei calabresi, costretti a viaggiare su treni fatiscenti e non degni di un paese civile, che si definisce pure europeo».
Per la Uil «le risorse serie sono state impiegate altrove dalle Ferrovie dello Stato, e così continuerà ad essere, e se lo scenario politico-societario per le due aziende sarà questo ci sarà poco da sorridere per il Sud».
Alessandro Calabrese conclude: «Attendiamo ancora di conoscere quale sarà il futuro del trasporto ferroviario per l’utenza regionale, se è vero che si punta ad eliminare entro il 2011 tutti i collegamenti notturni per Calabria e Sicilia, cosa che produrrebbe una ricaduta negativa enorme.
Questa moria regionale che Fs ha messo in atto, avrà grosse ripercussioni sul piano economico e sociale, e anche il caso dello scalo lametino, che pur avendo una buona attività è stato posto in quiescenza, è sinonimo di una disattenzione e di un disinteresse totale verso questa regione che di tutto ha bisogno tranne che di tagli e rattoppi».
Le istituzioni regionali, secondo Calabrese, «devono vigilare seriamente, e nei confronti di Anas e Fs la guardia deve essere alta da parte di tutti, per far sì che si ponga veramente fine a queste azioni di sciacallaggio scellerate che stanno martorizzando la regione».
Gazzetta del sud
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