CROTONE – Nelle scuole del crotonese vigeva la legge del ‘re Leone’. Per quasi cinque anni, durante i quali ha retto il Centro servizi amministrativi, quello che una volta si chiamava Provveditorato agli studi ed ora Ufficio scolastico provinciale, Luigi Leone, 67enne nativo di Reggio Calabria ma catanzarese d’adozione, aveva architettato un meccanismo truffaldino, neppure tanto ingegnoso, attraverso il quale faceva confluire una montagna di denaro pubblico nelle tasche del figlio.
In sostanza tutti gli acquisti di materiale informatico o d’ufficio, di arredi o di cancelleria venivano effettuati dai dirigenti di numerosi istituti scolastici del crotonese, quanto meno compiacenti, presso due società delle quali era titolare Giuseppe Leone, 39enne di Catanzaro, figlio del coordinatore del Csa, dal quale, peraltro, provenivano gli appositi finanziamenti.
E’ quanto emerge dalla nuova indagine del sostituto procuratore Pierpaolo Bruni affidata agli investigatori della Guardia di finanza e che coinvolge oltre al funzionario e a suo figlio, un paio di imprenditori e dodici dirigenti scolastici.
Una vera e propria bufera che è scoppiata in tutto il suo fragore nella mattinata di mercoledì, quando i militari delle fiamme gialle del comando provinciale di Crotone, su ordine del sostituto procuratore Bruni, hanno effettuato perquisizioni e sequestrato documenti nell’abitazione di Luigi Leone; in quella del figlio Giuseppe e nelle sedi delle sue società: la ‘Enigma Research srl’ e la ‘Askmore’; nei locali dell’Ufficio scolastico provinciale di Crotone; nelle presidenze e segreterie della scuola media Anna Frank; dell’Itis Donegani; dell’Istituto comprensivo Cutuli; del secondo circolo Rosmini; dell’Ipsia Barlacchi; dell’Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici; della direzione didattica del secondo circolo Wojtyla di Isola Capo Rizzuto; dell’istituto comprensivo di Strongoli; dell’Itc Lucifero; dell’istituto comprensivo Don Milani.
Alle venti persone indagate il magistrato contesta, a vario titolo, una serie di accuse pesantissime che vanno dall’associazione per delinquere alla turbativa d’asta, dall’abuso d’ufficio alla truffa, dalla frode in pubbliche forniture al falso e al peculato.
Come ha rilevato il pm Bruni, l’indagine ha portato alla luce "un esteso sistema collusivo tra il responsabile del già Centro servizi amministrativi di Crotone (oggi ufficio scolastico provinciale) Leone Luigi unitamente a vari dirigenti scolastici della propria circoscrizione, finalizzato a turbare la libertà degli incanti e a frodare il proprio Ente, attraverso commesse a vantaggio delle imprese del di lui figlio Leone Giuseppe (una delle quali costituita in tempi prossimi all’incarico ricevuto dal padre), commesse aventi ad oggetto forniture di materiale informatico ed arredi per ufficio.
Il sistema era così radicato da consentire a dirigenti scolastici di aggiudicare le gare sempre nei confronti dell’impresa di Leone Giuseppe, pur in presenza di offerte più vantaggiose per la pubblica amministrazione.
L’attività posta in essere raggira anche le norme di imparzialità e trasparenza della pubblica amministrazione, in violazione delle ”Istruzioni generali sulla gestione amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche’ contenute nel decreto interministeriale 44/2000, in quanto si ricorreva anche alla parcellizzazione di commesse mantenendole sotto i limiti che imponevano il ricorso alla licitazione privata".
Le indagini, avviate nei mesi scorsi dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza sulla base di un esposto, hanno preso in esame l’intero periodo in cui Luigi Leone ha svolto l’incarico di coordinatore del Csa di Crotone.
Gli investigatori delle fiamme gialle hanno fatto le pulci a tutta la documentazione reperita presso l’Ufficio scolastico provinciale e gli istituti crotonesi scoprendo che tra il 2003 e il 2007 non c’è stata fornitura di materiale didattico, di computer, proiettori, poltroncine o scrivanie, che non sia stata effettuata dalle ditte del figlio di Leone; a volte vincendo gare nelle quali le altre società concorrevano solo per facciata; a volte aggiudicandosi l’appalto perché le altre ditte, pur offrendo prezzi più vantaggiosi per la scuola, venivano inopinatamente escluse con la giustificazione che il materiale non era idoneo alla richiesta.
Addirittura in un caso l’offerta iniziale della Enigma Research, risultata più alta delle altre, è stata successivamente corretta a penna. Ma in quegli anni non sono mancati neppure gli acquisti diretti effettuati da alcune scuole, senza neppure esperire le gare, con il sistema del frazionamento degli importi.
Senza contare che alcuni istituti scolastici hanno emesso fatture per l’acquisto di materiali mai ordinati e ricevuti e che a quanto pare sarebbero finiti in parte al Csa, in parte chissà dove.
In proposito gli investigatori della Guardia di finanza affermano che "nel corso dell’esame documentale sono state individuate delle fatture ritenute fittizie, emesse dalla Enigma Research Srl e dalla Askmore di Leone Giuseppe nei confronti dell’Istituto comprensivo "Maria Grazia Cutuli" di Crotone, ma in realtà relative, verosimilmente, a merce e/o prestazioni di servizio cedute/rese nei confronti dell’allora Csa di Crotone, la cui autorizzazione all’utilizzo dei fondi ed al pagamento di tali documenti veniva formalmente concessa, con apposita corrispondenza dall’allora coordinatore, dott. Luigi Leone e dal responsabile del procedimento, rag. Antonino Pietropaolo".
ilcrotonese.it
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