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Libere elezioni in libero regime

CROTONE – Lunedì sera gli abitanti della provincia di Crotone sapranno quale futuro li aspetta per i prossimi cinque anni, a meno che nel frattempo il Parlamento non decida di sopprimere gli enti intermedi che, almeno per quanto ci riguarda più da vicino, sono diventati un costo esoso per i cittadini e, quel che è ancora peggio, un centro di corruzione, una fabbrica di ‘cococo’ e consulenze.

La speranza che la "provincia cambia" è del tutto peregrina, visto il trasformismo che ha imperversato in queste ultime settimane.

Se a vincere sarà il centrodestra con Zurlo, il futuro è già leggibile: Iritale sarà il dominus della situazione e nel frattempo creerà le condizioni per riunificare il vecchio Pci-Pds-Ds, lasciando in braghe di tela l’elettorato di destra che, dopo aver testimoniato per decenni una cultura politica di coerenza, si ritrova a far da ancella a colui il quale ha creato le premesse politiche, finanziarie e morali per mandare a monte l’istituzione per la quale è stato proprio l’allora Msi a scendere in piazza ed a reclamare l’indipendenza da Catanzaro.

Diversamente, con la vittoria di Schifino non è improbabile che si sceglierà la via del continuismo, anche in questo caso per "ricucire lo strappo" ed assicurare alla sinistra, che non lo merita affatto, di amministrare per altri decenni l’ente Provincia.

La malattia è la stessa: il Pci–Pds-Ds è "per volere divino" la classe egemone, quella che, un giorno sì e l’altro pure, predica il recupero della moralità e della legalità, ma poi chiude un occhio se a praticarla sono i compagni, molto spesso anche compagnucci di merenda. Uno è trivulu e l’atu è guaiu.

Lo spazio di libertà per gli elettori di questa provincia si è fortemente ristretto e questo non potrà che portare all’allontanamento dalle urne, evitando di turarsi il naso (come disse Montanelli). È la libertà nella sua interezza che è venuta meno e lo sarà ancora per un quinquennio e forse oltre.

Quando chi governa "compra" l’opposizione, non c’è altro termine per definire la cosa se non "regime". E Iritale, che ha dichiarato che i politici a Crotone si vendono per due lenticchie, ha perfettamente ragione; d’altronde lui non ha mai smesso il ruolo di compratore. Sa come fare e lo fa pure bene.

Sono gli altri, l’opposizione, che per cinque anni sono stati assenti, mentre avrebbero dovuto costruire l’alternativa a Iritale, rinfacciandogli le malefatte e mettendolo alle corde. Ma ora lo imbarca come alleato.

Che cosa c’è in comune tra Iritale e Zurlo? Tra il comunista che ha fatto la scuola di partito e che si è abbeverato alla scuola di Luigi Berlinguer (sic!) e il candidato del centrodestra che ha accettato l’abbraccio mortale solo per tentare, senza averne meriti, la scalata al potere?

Con questa mossa il presidente della Provincia uscente avrà il piacere d’aver distrutto pure la destra oltre alla sinistra ex comunista. E già gongola per l’apertura nei sui confronti di Massimo D’Alema, con il quale c’era un antico rapporto ai tempi in cui entrambi frequentavano l’Università a Pisa (così ha fatto scrivere il nostro confondendo Pisa con Messina e i professori di quella università con il Sottile).

Alla fin fine i pochi elettori che si recheranno alle urne saranno costretti a guardare verso Schifino, che per lo meno non è un despota né un attaccabrighe e nemmeno un moralista d’accatto come il nostro. È solo vanitoso.

Domenico Napolitano

ilcrotonese.it

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