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Giammiglione, un sito due discariche

CROTONE – Cosa avesse Greco da ridere non si è capito. Piuttosto ci sarebbe da piangere, visto che da quando è diventato assessore regionale all’Ambiente, la bonifica industriale del sito di Crotone non ha fatto un passo in avanti. Anzi, da quando è subentrato al ‘verde’ Diego Tommasi, si ha l’impressione che sia proprio la Regione ad ostacolare l’avvio dei lavori. Prendiamo, per esempio, la nuova discarica di Giammiglione, destinata ad accogliere i rifiuti della bonifica dell’ex Pertusola Sud e delle discariche industriali a mare.

A Catanzaro hanno già ricevuto da Syndial il progetto esecutivo dell’impianto e la richiesta per la valutazione d’impatto ambientale (Via) e l’autorizzazione integrata ambientale (Aia), con la raccomandazione del ministero dell’Ambiente – formulata nel corso dell’ultima conferenza dei servizi del 9 giugno – di esprimersi in tempi brevi.

Ma la richiesta rischia di finire in un cassetto. La Regione, infatti, sta portando avanti con celerità un altro progetto: quello della ‘Maio Guglielmo srl’, un’azienda privata abbruzzese – specializzata nella raccolta, nel trasporto e nella gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti in conto terzi – che ha presentato a novembre dello scorso anno la documentazione per una discarica di rifiuti pericolosi, con una volumetria doppia rispetto a quella di Syndial da realizzare sulla stessa area individuata per l’invaso a servizio della bonifica industriale.

Attenzione: stessa area significa stesso sito, stesso foglio e stesse particelle catastali. È evidente che c’è qualcosa che non quadra, anche perché su questa vicenda si registra un silenzio di tomba. Tutti tacciono, compreso Greco, che pure, ogni volta che si siede ai tavoli delle conferenze dei servizi sulla bonifica, assume impegni per Giammiglione.

C’è poco da ironizzare. Provi a spiegare, piuttosto, l’assessore, perché il 9 giugno a Roma, nel momento in cui il dirigente del ministero dell’Ambiente, Mario Lupo, ha chiesto al rappresentante della Regione (cioè a lui) di pronunciarsi sulla valutazione d’impatto ambientale del progetto di Syndial, non si è alzato ed ha raccontato per filo e per segno quello che sta succedendo su Giammiglione.

Provi a spiegare perché non ha detto a Lupo che il 4 aprile scorso il suo assessorato ha dato una spinta al progetto della ‘Maio Guglielmo srl’ decidendo, sulla scorta del parere del Nucleo Via, di assoggettarlo a valutazione d’impatto ambientale.

Non sarebbe stato più logico rigettarlo, come ha fatto il Comune di Crotone, perché quell’area (ancorché da espropriare) è interessata dal progetto della discarica a servizio della bonifica? Va da sé, infatti, che in caso di valutazione positiva del progetto del privato, automaticamente decade quello di Syndial; allo stesso modo, in caso di rigetto del primo, non avrebbe alcun senso valutare gli elaborati della discarica a servizio della bonifica.

Ma il progetto della società abbruzzese non sarà rigettato, ci sono buone probabilità che incasserà il parere positivo del Nucleo Via, come a suo tempo (8 maggio 2001) lo ha avuto dal ministero dell’Ambiente il progetto del Consorzio per lo sviluppo industriale per una discarica di rifiuti tossici e nocivi sempre in quel posto: stesso sito, stesso foglio, stesse particelle catastali.

Guarda caso, tra gli elaborati progettuali della ‘Maio Gugliemo srl’ compare più volte il riferimento alla discarica del Consorzio, come una sorta di lasciapassare per superare le forche caudine del Nucleo Via. Inoltre, tra i due progetti ci sono molti punti in comune, come la volumetria – tre milioni di metri cubi (il doppio della discarica per la bonifica) – e il progettista: l’ingegner Stefano Colosimo. I due progetti sembrano avere una stessa matrice.

Chi ha portato la ‘Maio Gugliemo srl’ di Atessa (Chieti) a Crotone? Qualcuno che conosce molto bene la situazione ambientale del territorio e dei rifiuti in provincia e nella regione. Qualcuno che, presumibilmente, vuole sostituirsi a Syndial per costringerla a servirsi della nuova discarica privata, capace sulla carta di contenere, oltre ai rifiuti della bonifica (stimati in un milione e mezzo di metri cubi), quelli che non riesce ad accogliere la vecchia discarica esaurita del Consorzio per lo sviluppo industriale; l’impianto, inoltre, potrebbe fungere da discarica di servizio al selezionatore di rifiuti di Ponticelli e potrebbe accogliere, in ultima analisi, i rifiuti solidi urbani, considerato che la Calabria, con la penuria di discariche di smaltimento che si ritrova, è destinata all’emergenza: questa volta quella vera.

Tre milioni di metri cubi, del resto, sono tanti. Basta pensare che dal 2004 ad oggi, la Sovreco ha esaurito solo il primo lotto (cinquecentomila metri cubi su un milione e mezzo) della sua discarica per rifiuti pericolosi di Columbra.

La società abbruzzese, la cui maggioranza è controllata dalla ‘Italferro Ambiente srl’ di Crespellano (Bologna), ha depositato il progetto alla Regione qualche mese dopo che a Roma si era cominciato a discutere dell’ipotesi di realizzare una discarica a Giammiglione a servizio della bonifica.

Contestualmente il progetto è stato depositato al Comune di Crotone che però lo ha rigettato. Ecco la motivazione: "Questa amministrazione ritiene allo stato di non poter esprimere un parere favorevole per la realizzazione di discariche per rifiuti sia pubbliche che private, stante l’elevato numero di impianti già presenti sul territorio e le problematiche connesse alla bonifica dell’area industriale ricompresa nel sito di interesse nazionale di Crotone-Cassano Cerchiara".

Alla Regione, invece, il progetto ha fatto il suo corso, nonostante il 23 gennaio scorso l’ex dirigente del ministero dell’Ambiente, Gianfranco Mascazzini, avesse firmato il decreto di approvazione del progetto di Syndial a "condizione dell’approvazione di Via ed Aia" da parte della Regione. Addirittura Mascazzini aveva chiesto a Syndial la realizzazione della discarica entro novanta giorni dall’acquisizione delle formali approvazioni".

Vero è che la controllata di Eni ha presentato da poco il progetto esecutivo con la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale. Ma anche se l’avesse fatto subito, all’indomani della richiesta del Ministero, non sarebbe cambiato molto.

A Catanzaro, infatti, non hanno perso tempo. Il 20 febbraio il Nucleo Via ha esaminato la documentazione tecnico-progettuale presentata dalla "Maio Guglielmo srl" stabilendo di "assoggettare il progetto alla procedura di Via"; il 31 marzo il dirigente del Dipartimento per le politiche dell’ambiente della Regione ha preso atto con decreto del parere del Nucleo Via; quattro giorni dopo il provvedimento è stato pubblicato sul Registro dei decreti dei dirigenti della Regione Calabria.

Il tutto è avvenuto nel silenzio più assoluto, mentre a Roma si discettava, alla presenza dell’assessore Greco, di rimozione delle discariche industriali a mare per trasferirle a Giammiglione, Syndial lavorava al progetto esecutivo dell’impianto e inoltrava formale richiesta al Comune per l’avvio dell’esproprio delle aree.

ilcrotonese.it

2 commenti

  1. OTTAVIO 11 settembre 2009 alle 17:11

    .Mi chiedo : ma come e’ possibile concedere di realizzare un punto di raccolta di rifiuti solidi – urbani , nel centro di una valle piena di verde. Ma Crotone non e’ stato fino all’altro ieri martellata da TV nazionali come la provincia piu’ inquinata d’ITALIA ???..Morti per tumori ,edifici costruiti su scorie…scuole costruite con scorie …ecc. ecc…e si parla di occupare ettari di terreno per un’altra potenziale bomba ecologica ???… L’ultima delle ipotesi : come mai non si parla di TERMOVALORIZZATORE ???

  2. Iginio Pingitore 23 giugno 2009 alle 22:26

    Gli abitanti della zona sono contrari alla discarica di Giammiglione ecco alcune motivazioni:

    Non potrà mai sorgere una discarica in località Giammiglione, guardate le foto ! Che nessuno deturpi ed inquini questa zona, c’è una fiorente agricoltura, falde acquifere, macchia mediterannea, un vecchio Casale di pregio e siti archeologici nelle vicinanze.

    Sono quasi tre anni che la comunità Mondo X di Giammiglione ha chiuso i battenti, dopo ben ventidue anni di attività.

    L’opera, all’epoca voluta da S. E. Mons. Giuseppe Agostino, arcivescovo per tanti anni della Diocesi di Crotone – Santa Severina.

    Mons. Agostino nel 1984 ebbe l’intuizione di realizzare l’opera che fu il fiore all’occhiello di questo territorio, pensò di dare una mano a quei giovani che si erano smarriti nel mondo della droga. Una grande volontà da parte di quel presule che si rivelò un esemplare servizio per i tossicodipendenti che intendevano riconciliarsi con la vita e ritrovarsi liberi da quella schiavitù che la droga causa a tanti giovani.

    L’arcivescovo fin dall’inizio con tutte le difficoltà ha creduto all’opera che con coraggio aveva portato avanti, infatti, Mondo X situato in zona Giammiglione ha rappresentato un importante punto di riferimento per quei soggetti che vivevano la vita come chiusi in un tunnel oscuro, dove non vedevano la luce.

    Negli anni, Mondo X divenne un’opera positiva e importante per Crotone, per la Calabria e per tutta l’Italia, nel vecchio casale di villa Giammiglione furono tanti i ragazzi ospitati, provenienti da ogni regione, anche dall’estero, trovando la speranza della vita proprio nella città di Pitagora.

    Mondo X non era più un’incognita, ma era certezza, era fonte di acqua viva, dove tanti assetati si abbeveravano per lottare contro la morte e conoscere la vera vita, non più oscura, ma chiara, non più triste, ma gioiosa.

    Oggi Mondo X non c’è più, sradicato da quasi tre anni, senza mai conoscere le giuste motivazioni di chiusura, con gli assurdi silenzi della gente, dei politici di destra e di sinistra, dell’istituzione religiose e non, la località che l’ospitava di certo c’è che non da più la vita, ma forse darà la morte… se un tempo era fonte di acqua viva per gli assetati e per quei disperati dal dramma della droga, la località di Giammiglione domani sarà fonte di veleni tossici e pericolosi per le future generazioni.

    La zona è destinata, quindi, a diventare discarica.

    Questa ” splendida ” idea a chi è venuta? Mi pongo le seguenti domande, sperando di trovare risposte:

    1- Può sorgere una discarica a ridosso della Centrale Turbogas, nella vicinanza del nuovo sito archeologico di Leonia e dove c’è tanto di macchia mediterranea ?

    2- Si può costruire una discarica ai margini di due strade che collegano, Scandale, San Mauro e Papanice?

    3- Se l’invaso dovrà contenere due milioni di metri cubi di rifiuti tossici, con l’aggiunta dei fumi in aria che in seguito emanerà la Centrale turbogas che ne sarà della salute dei cittadini?

    4- Quali sono le garanzie date ai tanti cittadini che attraverseranno quella strada?

    Io spero che qualcuno freni quest’orribile opera, non mi fido di nessuno… Appena daranno il via, le tante persone senza scrupoli (non mancheranno dalle nostre parti) che occupano posti di potere domani potrebbero trattare a fior di denaro rifiuti di tutta Italia e forse di tutto il mondo.

    A presto l’associazione Scandale nel Cuore si muoverà affinchè verranno organizzati una serie di inconti per dire: No alla discarica !

    Iginio Pingitore

    Scandale KR

    N.B

    Non mi rassegnerò mai vedere deturpato il nostro territorio, sono stati fatti tanti danni. ADESSO BASTA ….!!!!

    Voi vedreste una discarica qui ? Guardate le foto, che peccato..!!

    N.B. Sul seguente sito ci trovano tutti gli argomenti contro la discarica.

    http://ippo94scandale.splinder.com/tag/giammiglione

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