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Catanzaro, telefoni cellulari ai detenuti: assolta un’assistente sociale

CATANZARO – Nella sua qualità di assistente sociale in servizio al carcere di Siano-Catanzaro era accusata di aver fornito ad un detenuto due cellulari, uno dei quali era stato poi utilizzato per organizzare un omicidio. Ieri, però, Elvira Ponterio, catanzarese di 49 anni, si è liberata di questa grave accusa dal momento che il tribunale collegiale l’ha assolta al termine del processo a suo carico.

Nel capo d’imputazione, in base al quale la donna rispondeva di abuso d’ufficio, il rappresentante della Procura della Repubblica ha scritto che la Ponterio, impegnata in carcere nei servizi di risocializzazione e rieducazione dei detenuti, avrebbe procurato un ingiusto vantaggio a Maurizio Giordano, ristretto nella Casa circondariale, in una data che seguì il 12 aprile del 2004 (i telefonini furono rinvenuti il 19 luglio seguente).

L’imputata, stando alle accuse, avrebbe fatto avere due telefoni cellulari e due schede telefoniche al detenuto.

Quest’ultimo, per parte sua, avrebbe poi dato uno dei telefoni a Michele Bloise, in seguito accusato di aver organizzato l’omicidio di Giuliano Serpa, presunto affiliato all’omonima cosca mafiosa.

Nell’agguato in questione, che secondo gli inquirenti sarebbe stato deciso da Bloise, per via di uno scambio di persona fu poi ucciso, il 21 luglio del 2004 a Paola, l’operaio forestale 49enne Antonio Maiorano.

Per l’accusa di abuso d’ufficio il pm Alessia Miele aveva chiesto 4 mesi di reclusione a carico dell’imputata, che invece è stata assolta dal collegio giudicante (presidente Giuseppe Neri, a latere Emanuela Folino ed Assunta Maiore), come richiesto dall’avvocato Francesco Di Lieto.

Il Giornale di Calabria

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