COSENZA – Sono imprenditori e professionisti che operano nel Tirreno cosentino e c’e’ anche un sottufficiale della Guardia di Finanza tra le persone destinatarie di una misura cautelare nel corso dell’operazione ”Coffee-break” eseguita dalle Fiamme gialle stamattina sotto la direzione della Procura di Paola.
L’associazione per delinquere aveva creato un complesso sistema di imprese fittizie, cioe’ non operative ma funzionali allo scopo di emettere fatture false.
Con la documentazione fiscale prodotta ad hoc si riusciva a chiedere e ottenere rimborsi Iva non dovuti, abbattere il carico fiscale riducendo i ricavi da sottoporre a tassazione, ottenere finanziamenti pubblici e altre agevolazioni, offrendo a garanzia dei crediti le somme relative a transazioni economiche in realta’ mai avvenute.
L’associazione offriva all’imprenditore una sorta di consulenza di esperti che davano suggerimenti e consigli su come aggirare le leggi fino ad arrivare a un vero e proprio pacchetto ”tutto compreso” che includeva la fornitura di falsa documentazione fiscale e l’istruzione degli atti burocratici necessari e, se era il caso, anche il personale che si occupava del buon esito della pratica.
(Adnkronos)
E’ in corso da stamani una operazione della Guardia di finanza di Cosenza per l’esecuzione di 36 provvedimenti di fermo emessi dalla Procura di Paola nei confronti di persone accusati di una serie di truffe, riciclaggio e false fatturazioni.
L’operazione ha avuto origine da un’indagine iniziata l’anno scorso e riguarda numerosi episodi di truffe in provincia di Cosenza.
Tra i destinatari dei provvedimenti di fermo c’e’ un sottufficiale della Guardia di finanza, alcuni imprenditori cosentini.
Gli investigatori hanno scoperto un giro di false fatturazioni per un importo di circa 40 milioni di euro. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dal Procuratore di Paola Bruno Giordano, e dal suo sostituto Eugenio Facciolla.
(Ansa)
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