REGGIO CALABRIA – ”No al Ponte”: e’ questo l’appello deciso che ha lanciato questa mattina la Goletta Verde di Legambiente da Reggio Calabria. Sbarcati in mattinata al porto di Reggio, gli attivisti dell’imbarcazione ambientalista hanno srotolato uno striscione sul quale era scritto a chiare lettere ”No al Ponte” sullo Stretto. Un appello motivato nel corso dell’iniziativa ”Il patrimonio dello Stretto: no al Ponte per uno sviluppo sostenibile”, presieduta da Antonino Morabito, presidente Legambiente Calabria, e alla quale sono intervenuti: Serena Carpentieri, responsabile Goletta Verde; Nuccio Barilla’, direttivo nazionale Legambiente; Salvatore Granata, direttore generale Legambiente Sicilia; Pietro Interdonato, presidente Comitato pendolari dello Stretto e rappresentanti della Rete No Ponte.
Secondo Legambiente ”il Ponte toglie di fatto risorse a un’organizzazione efficiente e piu’ sostenibile dei trasporti regionali in Calabria e Sicilia. In un regime di risorse finite, infatti, investire oltre un miliardo di euro sull’infrastruttura ponte significa sottrarre risorse a mobilita’ su ferro e cabotaggio.
Non solo, ma sottrae fondi anche al resto delle grandi opere sparse per la Penisola. Per convincersene – dice Lagambiente – bastano pochi dati. Lo scorso 26 giugno, infatti, dal CIPE sono arrivati i conteggi ufficiali per avviare l’infrastruttura calabro-siciliana e sono state individuate le risorse la realizzazione delle grandi opere.
In pratica, su 4 miliardi e 100 milioni di euro stanziati, al Ponte sullo Stretto ne vanno 1,3 miliardi. Per completare quest’opera faraonica, per altro, e’ stimata una spesa di 6,1 miliardi, il 60% della quale da reperire sul mercato e garantita per la meta’ degli investimenti privati dallo Stato, che si impegna a rifonderla di qui a 30 anni se l’opera stessa non si ammortera’ con gli utili di esercizio.
Concessionaria esclusiva e’ la Stretto di Messina SPA, la progettazione preliminare e’ gia’ definita, la gara per la realizzazione del ponte e’ stata vinta da una cordata guidata da Impregilo (con la spagnola SACYR, Condotte D’Acqua, CMC, la giapponese Ishikawajima-Harima, ACI SCPA). La prossima tappa e’ la stesura del progetto definitivo, mentre la posa della prima pietra e’ prevista entro il 2010.
”L’esecutivo – commenta Salvatore Granata, direttore generale di Legambiente Sicilia – continua ad annunciare l’edificazioni di maxi infrastrutture, Ponte sullo Stretto in primis, dimenticandosi le vere urgenze del Paese, come la messa in sicurezza del territorio e la costruzione di ferrovie nel Mezzogiorno.
Non solo, infatti, il progetto del ponte e’ insostenibile sia dal punto di vista ambientale, che economico, ma toglie risorse ad un’organizzazione efficiente e piu’ ecocompatibile della mobilita’ regionale su entrambe le sponde dello Stretto. Anziche’ buttare soldi in questa inutile e dannosa cattedrale nel deserto, noi chiediamo a governo e regioni di investire per la messa in sicurezza e l’adeguamento del trasporto su ferro e dell’autostrada del mare”.
(Asca)
1 commento
antonino lopresto 27 luglio 2009 alle 11:24
Bene l’iniziativa. Si ricomincia la lotta.
Io sono convinto che il ponte non si realizzerà mai, ma il ns. territorio sarà devastato dalle opere previste lungo le due sponde…. Ribelliamoci a questa logica di distruzione delle bellezze naturali, non facciamo smontare le nostre colline, già stanno facendo molti danni con la A4.
Il basso tirreno, invece di parco naturale e patrimonio dell’umanità, richia di diventare la pattumiera d’Italia.
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