ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – Il referto è arrivato lunedì mattina sui tavoli del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale, diretto dal dottor Domenico Tedesco. Il risultato è inequivocabile: gli ospiti del villaggio turistico Igv Club di Le Castella, che hanno dovuto fare ricorso nei giorni scorsi alle cure dei sanitari per problemi gastro-intestinali, hanno bevuto per alcuni giorni acqua mischiata con reflui fognari ed hanno ingerito, con tutta probabilità, alimenti lavati con lo stesso liquido.
Dalle analisi dei campioni di acqua potabile, effettuate presso il laboratorio chimico e microbiologico dell’Arpacal di Catanzaro, sono emerse infatti quantità impressionanti di coliformi totali, escherichia coli ed enterococchi, i patogeni responsabili delle malattie infettive di origine idrica.
È come se i rubinetti del rinomato villaggio turistico, che ogni anno richiama migliaia di persone da ogni parte d’Italia e del Mediterraneo in cerca di una vacanza tranquilla lungo le rive dorate dello Ionio e davanti al mitico castello aragonese, avessero sputato per alcuni giorni acqua di scarico non depurata, cioè fogna allo stato puro.
Si parla, infatti, di valori di coliformi totali intorno ai 30.000 ufc per ogni 100 ml di acqua, a fronte di un limite per le acque di scarico di 5.000, mentre per le acque destinate al consumo umano il limite è 0 e nel caso la concentrazione di microrganismi patogeni dovesse arrivare a 100, l’autorità sanitara è obbligata ad adottare seduta stante gli opportuni provvedimenti.
È stato un fine settimana di fuoco per l’ex Hotel Club di Le Castella. Tra sabato e domenica centinaia e centinaia di ospiti hanno fatto le valigie interrompendo la vacanza dopo che alcuni di loro erano stati colpiti da attacchi di diarrea, conati di vomito, mal di testa ed in qualche caso perdita di conoscenza.
Stando al registro delle visite mediche effettuate dal sanitario in servizio presso la struttura turistica, si registrano, tra adulti e bambini, una quarantina di casi di tossinfezione alimentare. Ma i casi potrebbero essere di più, considerato che molti si sono rivolti direttamente all’Ospedale civile di Crotone, per cui si stima che tra le cento e le centocinquanta persone sarebbero rimaste vittime di questa piccola pandemia generata senz’alcun dubbio da disattenzione umana.
L’allarme è scattato venerdì scorso intorno alle 14.00, quando il Dipartimento di prevenzione si apprestava a chiudere i battenti per il fine settimana. Una segnalazione telefonica avvertiva che presso l’Igv Club stava accadendo qualcosa di strano.
Sul posto si sono recati i tecnici della prevenzione dei servizi di igiene pubblica, alimentare ed ambientali (Antonio Stirparo, Giuseppe Gatto, Pietro Soda ed Emanuale Rondinelli guidati dagli ispettori Antonio Borrelli ed Ugo Mezzotero) e del servizio veterinario (Pasquale Scida e Vincenzo Palmieri che hanno lavorato sotto le direttive della dottoressa Paola Morace). Al personale di Crotone si è unito l’ufficiale sanitario di Isola Capo Rizzuto, dottor Francesco Bonofiglio. Una volta sul posto sono iniziati gli accertamenti.
Il dott. Bonofiglio ha avviato l’indagine epidemiologica di rito, mentre gli ispettori hanno proceduto ad ispezionare le cucine, i depositi e le celle frigorifere del villaggio, prelevando campioni di acqua dai rubinetti e dalla piscina. Contestualmente il servizio veterinario si occupava del campionamento degli alimenti di origine animale.
Il sopralluogo si è svolto in condizioni ambientali critiche, con i villeggianti inferociti che inveivano contro la direzione della struttura turistica minacciando denunce a raffica e chiedendo delucidazioni ai rappresentanti dell’Azienda sanitaria, al punto che si è resa necessaria la presenza dei carabinieri di Isola Capo Rizzuto che sono giunti al comando del maresciallo Alberto Alberti.
Sin dalle prime battute dell’indagine epidemiologica si è capito che la vicenda aveva a che fare con l’acqua potabile accumulata nel serbatoio del villaggio turistico e distribuita, attraverso la rete idrica interna, ai rubinetti delle cucine e delle stanze degli ospiti. La conferma, in particolare, la si è avuta quando uno degli ispettori sanitari ha percepito, durante i prelievi nella vasca di accumulo, un insistente odore di fogna.
Da qui all’ipotesi che potesse essersi verificata una contaminazione di orgine fognaria il passo è stato breve. A quel punto veniva informata la Procura della Repubblica che, attraverso il magistrato di turno, Pierpaolo Bruni, disponeva il sequestro dell’intero sistema di approvvigionamento idrico del villaggio nonché delle cucine e dei prodotti alimentari conservati e lavati presumibilmente con l’acqua contaminata.
Contestualmente i tecnici della prevenzione procedevano al sequestro cautelativo di alimenti scaduti ed in cattivo stato di conservazione rinvenuti nelle celle frigorifere. Il sopralluogo è andato avanti fino a notte inoltrata, mentre molti ospiti del villaggio, impauriti ed anche perché i rubinetti erano ormai a secco, avevano già fatto le valigie per ritornare a casa.
L’esodo è continuato sabato mattina, mentre in serata arrivava il primo referto da Catanzaro, quello delle analisi chimico-fisiche, dal quale si evince, tra le altre cose, la presenza nell’acqua potabile di caratteri organolettici alterati, eccesso di ammoniaca e livelli di cloro residuo pari a zero: chiaro segnale, quest’ultimo, della presenza di contaminanti.
La conferma, ove ve ne fosse stato ancora bisogno, che i malcapitati ospiti dell’Igv hanno bevuto per giorni (i primi malesseri sono stati avvertiti nella notte tra giovedì e venerdì scorsi) un misto di acqua e reflui fognari, è arrivata lunedì mattina, con i risultati delle analisi microbiologiche; sette campioni, prelevati in altrettanti punti diversi del villaggio, dai rubinetti delle cucine a quelli delle camere degli ospiti, hanno dato, a vari livelli, lo stesso responso: non rientrano, e di molto, nei limiti di legge.
In parole povere: si tratta di fogna. A quel punto la documentazione acquisita dall’Asp ha preso la via della Procura, a disposizione del pm Bruni. Al di là delle violazioni di natura amministrativa, si profila il reato penale di avvelenamento di acque destinate al consumo umano.
L’ipotesi, inquietante, che si affaccia è che qualcuno possa aver contaminato deliberatamente i serbatoi del villaggio, considerato anche che nessuna delle strutture e delle abitazioni private servite dalla stessa rete idrica ha accusato problemi.
ilcrotonese.it
8 commenti
Teresa 31 luglio 2009 alle 22:27
Caro Patric tu dici che non metterai più piede in calabria e capisco perfettamente la tua reazione, pensa invece a me e agli altri sei componemti della mia famiglia che siamo calabresi amiamo la nostra terra e che anche noi abbiamo subito i danni di questa brutta disavventura “oltre il danno la beffa”. Mi vergogno per tutto quello che è successo, purtroppo non se ne vergognano e non ci chiedono scusa i nostri politici calabresi che pensano solo di arraffare i soldi dal Governo centrale. Comunque non è concepibile che un villaggio come quello di le Castella non sia dotato di depuratori adeguati, in ogni caso, indipendentemente dalle responsabilità che hanno causato l’erogazione di acqua fetida, lamentiamo la poca professionalità e la mancanza di correttezza dimostrataci da una parte del personale del villaggio, e soprattutto la leggerezza con la quale è stata affrontata la situazione, denunciata prontamente già da mercoledì da più parti, e iniziata a valutare seriamente (forse!) solo nella giornata di venerdì quando ormai tutto il villaggio era stato contaminato e tanti di noi compresa la mia famiglia hanno dovuto fare ricorso al P.S. di Crotone.
Mio nipote, nove anni è stato dimesso ieri dall’ospedale e tutti noi lamentiamo ancora disturbi gastrointestinali.
Auguro a tutti una buona guarigione e speriamo che qualcuno paghi per tutto questo.
Teresa
Patric 31 luglio 2009 alle 10:00
Siamo stati io e la mia ragazza in vacanza alle Castella, nella settimana nel periodo dell’aqcqua inquinata, devo dire che la situazione e stata gestita malissimo, non ci hanno avvisato per tempo e a oggi stiamo ancora male, PAZZESCO!
Penso che in calabria non ci metteremo piu piede.
Saluti Patric.
Katia 30 luglio 2009 alle 11:36
Tutto ciò è semplicemente vergognoso,il Villaggio andava evacuato subito,e il personale della Direzione parlava di psicosi….abbiamo visto!!!
Mia figlia villeggiava li,da 18 anni va in quella struttura,ha portato il virus a casa perchè io sono a letto con 40 di febbre e tutti i sintomi correlati a una gastroenterite.
E’ proprio un peccato,un posto così incantevole,distrutto dalle stesse persone che ci abitano…sicuramente questa spiacevole vicenda lascerà un segno!!!
Cordialmente Katia
Domenico 30 luglio 2009 alle 10:29
Gentilissima Sig.ra Anna,
a mio avviso sarebbe opportuno che Lei denunciasse la sua brutta esperienza alla magistratura in modo tale che questa svolga meglio le indagini del caso in questione.
Io sono siciliano e credo che il Sud potrà svilupparsi solamente dopo avere innestato in noi il senso civico ed il rispetto delle regole, senza questo sono quasi inutili i contributi a pioggia che i ns politici chiedono di continuo al governo centrale.
Per la vicenda di Le Castella spero che qualcuno paghi sul serio.
Saluti
Domenico
roberto 30 luglio 2009 alle 09:36
sono stato in vacanza a le castella la prima settimana di giugno e mi sono trovato benissimo bel villaggio molto pulito organizzazione molto preparata, competente e cordiale. sono molto dispiaciuto per quello che sta succedendo, è gravissimo ed è un danno ulteriore negativo al sud in genere ed è un peccato proprio un peccato.
saluti
alida 29 luglio 2009 alle 19:22
Mi rivolgo alla signora Anna. E’ possibile sapere in quale villaggio è andata? Io dovrei andare in un villaggio nei pressi di Le Castella la settimana prossima e sono un pò preoccupata… La ringrazio se potrà rispondermi.
ANNA PAVAROTTI 29 luglio 2009 alle 13:24
Sono stata in vacanza la prima settimana di luglio nel villaggio adiacente a quello sopra citato gestito da Eurotravel e mio marito è stato malissimo con parecchi altri ospiti del villaggio con gli stessi sintomi.
Recatosi dal medico del villaggio è stato rassicurato; il medico gli ha infatti riferito che erano stati fatti
tutti i controlli ma che non era risultato nulla e che si trattava pertanto di un virus.
Leggendo l’articolo capisco che anche anche nel nostro villaggio è capitata la stessa cosa ma è stato messo tutto a tacere.
Sono sconcertata!
carolina 29 luglio 2009 alle 13:12
è una vergogna, non è accettabile in una regione come la nostra che dovrebbe vivere di turismo e fare di tutto per incrementarlo.
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.