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Bambina morta all’ospedale di Locri, quattro medici indagati per omicidio colposo – La Procura ha iscritto nel registro i quattro camici bianchi che avevano visitato la piccola – “Se fosse stata ricoverata subito, probabilmente si sarebbe salvata” – Con la morte di Sara Varti, sale a quattro il numero dei decessi sospetti in Calabria

LOCRI – Quattro medici sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo per la morte di Sara Varti, la bambina di cinque anni deceduta ieri nell’ospedale di Locri. Il pm della Procura della cittadina calabrese che coordina l’inchiesta, Rosanna Sgueglia, ha anche disposto l’autopsia che sarà eseguita domattina dal medico legale Aldo Barbaro.

L’iscrizione nel registro degli indagati dei quattro medici, tre interni all’ospedale e uno esterno, secondo la Procura, al momento è un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare propri periti in vista dell’autopsia. Il magistrato, stamani, ha anche sentito informalmente i nonni della bambina che avevano in affidamento la nipote dopo che i genitori erano dovuti rientrare a Vecchiano (Pisa) dove vivono e lavorano.

La bambina si trovava quindi a casa dei nonni a Casignana, nel Reggino. Era stata portata in ospedale perché da alcuni giorni vomitava ed aveva qualche linea di febbre. Dopo le visite era stata rimandata a casa, ma ieri mattina i nonni l’avevano riportata in ospedale, dove prima di entrare aveva perso conoscenza. Ricoverata in rianimazione, è deceduta poco prima della 18. Ora la madre accusa: “Ho fatto al primario una domanda specifica. Ho chiesto se mia figlia fosse stata ricoverata quella sera si sarebbe salvata e mi ha risposto probabilmente si”.

Dopo la morte di Sara, sono quattro i decessi sospetti avvenuti in Calabria nel mese di agosto in tre ospedali e in una clinica privata. Il 10 agosto scorso, nell’ospedale di Cetraro, sul Tirreno cosentino, è morta una bambina di otto anni di Belvedere Marittimo.

La piccola, ricoverata dopo giorni di diarrea e vomito curati a casa, ha avuto un improvviso peggioramento che ne ha impedito il trasferimento in eliambulanza nel più attrezzato ospedale di Cosenza, così come era stato deciso dai medici.

Ad Acri, sempre nel Cosentino, il 15 agosto è morto un uomo di 50 anni, Antonio Abbruzzese, ricoverato a causa di un forte dolore ad una gamba. In una clinica, Villa Elisa di Cinquefrondi, nel Reggino, sempre il 15 agosto, è morta Chiarina Gambettola, di 44 anni, deceduta dopo avere partorito il quarto figlio.

repubblica.it

1 commento

  1. ezio caratozzolo 26 agosto 2009 alle 09:50

    situazione inaccettabile per un paese ritenuto civile. queste disgrazie hanno nome e cognome. chiedo che chi di dovere di fare in modo che tutto cio’ abbia fine (o almeno che facciano iniziare la fine di tutto cio’). perche’ la gente di calabria non debba piu’ avere paura di andare in ospedale. non è possibile che capiti sempre in calabria. non è una coincidenza.

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