CROTONE – Quattro anni fa furono assolti dall’accusa di associazione mafiosa, ma ora la Cassazione ha disposto che nei loro confronti debba essere celebrato un nuovo processo. Alla sbarra 19 imputati, coinvolti in due diverse indagini condotte dal sostituto procuratore della repubblica Pierpaolo Bruni: quella denominata "Tramontana" del dicembre 2003 e quella denominata "O limen" del luglio 2004 che hanno fatto luce su un cartello criminale che avrebbe controllato i traffici illeciti nel crotonese; indagini inizialmente confluite in un unico processo, che successivamente però ha preso diverse strade.
All’udienza preliminare, infatti, gli imputati erano 121, per 66 dei quali, nel marzo del 2005, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio: il processo davanti al Tribunale di Crotone è tuttora pendente. Altre 19 persone sono state invece prosciolte.
Di quel nutrito plotone di imputati, inoltre, sono stati 32 quelli che hanno scelto di definire subito la loro posizione e di essere giudicati con il rito abbreviato. Ed è stato proprio in quella occasione che il giudice distrettuale dell’udienza preliminare Flavia Costantini ha escluso l’accusa di associazione di stampo mafioso che il pubblico ministero Pierpaolo Bruni contestava, in particolare, a 19 imputati: tutti assolti perché il fatto non sussiste.
A cominciare da Pino Vrenna, indicato dagli inquirenti e dai collaboratori di giustizia come il capo della cosca crotonese, per finire a Leo Russelli, boss della frazione Papanice, ed ai collaboratori di giustizia Ferruccio Arcuri e Vincenzo Marino.
Per giunta, nel processo d’appello conclusosi a luglio del 2006, la corte aveva dichiarato l’inammissibilità del ricorso proposto dal procuratore generale in base alla nuova legge sull’inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
Il pubblico ministero Pierpaolo Bruni, tuttavia, ha proposto ricorso alla suprema corte di Cassazione che, con una decisione adottata proprio in questi giorni, ha annullato senza rinvio l’ordinanza che dichiarava inammissibile l’appello della pubblica accusa contro le assoluzioni ed ha disposto la trasmissione degli atti alla corte d’assise d’appello di Catanzaro.
L’udienza, che dunque vedrà di nuovo alla sbarra i 19 imputati di associazione mafiosa ma anche altri otto condannati per narcotraffico ed estorsione, è stata già fissata per il prossimo 10 novembre.
A quel punto è facile ipotizzare che il pm Bruni chiederà la riapertura dell’istruttoria dibattimentale per consentire la deposizione dei collaboratori di giustizia che negli ultimi tempi hanno fatto importanti rivelazioni sulle cosche del crotonese: come Vincenzo Marino, che è imputato proprio in questo processo, come Domenico Bumbaca e Luigi Bonaventura, che sono imputati nel processo pendente davanti al Tribunale di Crotone, come Salvatore Cortese.
(d.p.)
ilcrotonese.it
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