2 settembre, 2009 

Dal Consiglio di Stato via libera al trust Vrenna

CROTONE – La Prefettura di Crotone è tenuta a rilasciare il certificato antimafia alle aziende del Gruppo Vrenna. E’ quanto ha disposto il Consiglio di Stato con l’ordinanza pronunciata dai giudici della sesta sezione all’udienza del 25 agosto scorso.

Per la terza volta nell’arco di due mesi, dunque, la suprema magistratura amministrativa dà ragione ai legali di Sovreco, Salvaguardia Ambientale e Mida confermando il diritto delle imprese crotonesi a contrattare legittimamente con la pubblica amministrazione.

Com’è noto la vicenda trae origine dalle disavventure giudiziarie di Raffaele Vrenna, proprietario del cinquanta per cento delle azioni del Gruppo, che a giugno del 2008 è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa; per costruire un immobile abusivo nel villaggio turistico Praialonga – sostiene l’accusa – l’imprenditore crotonese avrebbe ottenuto l’avallo e il sostegno delle cosche.

A quel punto la Prefettura di Crotone, di fronte alla pronuncia della magistratura sulle collusioni di Vrenna con la criminalità organizzata, si è vista costretta a negare il certificato antimafia alle aziende del suo gruppo. Una batosta per Sovreco, Mida e Salvaguardia Ambientale, impossibilitate, dal quel momento, a stipulare appalti con la pubblica amministrazione. Per evitare il tracollo economico e il licenziamento di centinaia di dipendenti, Vrenna ha deciso di cedere le sue quote e di blindarle in un trust; beneficiarie la moglie e le figlie.

Ad amministrare il trust è stato designato l’ex procuratore della repubblica di Crotone Franco Tricoli. Una volta uscito di scena Raffaele Vrenna, i legali del gruppo imprenditoriale hanno chiesto alla Prefettura il rilascio del certificato antimafia ma l’ufficio territoriale del Governo ha ritenuto che il trust, così come era stato formulato, non garantisse la concreta estraneità di Raffaele Vrenna nella gestione delle aziende ed ha indicato una serie di criteri e di condizioni ulteriori ai quali il trust avrebbe dovuto adeguarsi.

Malgrado quelle indicazioni siano state seguite, per la seconda volta la Prefettura, anche sulla scorta di ulteriori accertamenti della forze di polizia del febbraio 2009, ha negato il rilascio della certificazione antimafia.

Ai legali del gruppo, a quel punto, non è rimasto che rivolgersi alla magistratura amministrativa. Ma anche i giudici del Tar Calabria, nell’aprile scorso, hanno rigettato il loro ricorso con motivazioni pressoché identiche a quelle della Prefettura, ritenendo che il la configurazione del trust non fosse idonea a scongiurare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei pubblici appalti.

La svolta è arrivata con l’ordinanza pronunciata il 23 giugno scorso dai giudici del Consiglio di Stato, cui si è appellato l’avvocato Piero D’Amelio per conto delle aziende crotonesi. La sesta sezione del Consiglio di Stato, infatti, ha dato torto ai colleghi del Tar Calabria ritenendo invece “sostanzialmente adempiute le originarie richieste della Prefettura sulla diversa conformazione del trust”.

Di conseguenza ha sospeso il provvedimento con il quale l’ufficio del Governo negava il rilascio della certificazione antimafia al gruppo Vrenna ma ha dato tempo fino al 31 ottobre prossimo al Prefetto per dettare al trust eventuali ulteriori prescrizioni cui attenersi. I giudici del Consiglio di Stato, comunque, si sono tenuta aperta una porta, laddove affermano che nulla osta al rilascio del certificato “fatta salva, naturalmente, la valutazione di eventuali elementi sopravvenuti”.

Con l’ordinanza della suprema magistratura amministrativa in mano, i legali di Salvaguardia, Mida e Sovreco hanno bussato di nuovo alla porta dell’Ufficio di Governo che dal canto suo, però, ha replicato che il provvedimento del Consiglio di Stato non aveva “una sua precipua efficacia self-executing”, insomma che non fosse automaticamente esecutivo in modo da consentire al gruppo Vrenna “di stipulare immediatamente contratti con la pubblica amministrazione”; secondo l’interpretazione del Prefetto era necessario, invece, “un nuovo esercizio della potestà amministrativa, con i vincoli indicati dal Consiglio di Stato”, in sostanza che l’ufficio del governo aveva tempo fino al 31 ottobre per dettare le nuove prescrizioni al trust Vrenna prima di rilasciare l’agognata certificazione.

Domenico Policastrese

ilcrotonese.it

categorie: Notizie Crotone

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