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Sindacati autonomi, i macchinisti: il Presidente Napolitano intervenga sui tagli di Trenitalia

REGGIO CALABRIA – I macchinisti dei sindacati autonomi calabresi si sono rivolti al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiedere un suo intervento sui tagli in corso da mesi da parte di Trenitalia. ”La societa’ del gruppo Ferrovie dello Stato -scrivono i sindacalisti dell’Orsa- ormai da anni sta operando scelte e presentando piani industriali che riguardano il sud, Calabria e Sicilia in particolare, che a nostro parere non rivestono caratteristiche di sviluppo per queste terre, ne’ tanto meno di occupazione.

Assistiamo da qualche anno ormai a un lento e continuo dissanguamento dei servizi ferroviari che Ferrovie dello Stato garantiva alla nazione Italia, isole comprese”.

”Trenitalia -spiegano in dettaglio- ha iniziato una dismissione dei servizi ferroviari, in particolare al sud, sia nel trasporto delle merci sia nel trasporto dei viaggiatori che ha dell’incredibile sotto vari punti di vista. Sono state operate scelte che hanno portato alla chiusura di interi scali merci con pesanti ricadute sull’occupazione e sull’intero indotto.

Sono stati eliminati notevoli tracce di treni viaggiatori in tratte ferroviarie di enorme importanza per il diritto dei cittadini alla mobilita’. La motivazione ufficiale spesso e’ che il trasporto ferroviario in quelle regioni e’ un investimento in perdita non facendo pero’ rilevare che varie societa’ private fanno a gara per accaparrarsene la gestione e dimenticando il diritto sacrosanto alla mobilita’ universale del cittadino”.

I sindacati sono sul piede di guerra perche’ ”e’ di questi giorni la notizia, con vere e finte smentite, che Trenitalia nel prossimo orario invernale limiterebbe in pratica tutti i treni della divisione Passeggeri Nazionale e Internazionale a Lamezia Terme, tagliando di netto un pezzo di Calabria, da Vibo Valentia in giu’ e l’intera Sicilia”.

”Crediamo Signor Presidente -scrivono preoccupati- che fare tabula rasa dei servizi ferroviari al sud, da sempre garantiti da FS, non sara’ un’operazione indolore e senza contraccolpi. Siamo convinti -concludono- che se niente e nessuno interverra’ energicamente e fattivamente, a pagare il prezzo di scelte e imposizioni di convenienza non saranno solo i ferrovieri del sud, ma l’intera nazione”.

(Adnkronos)

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