CATANZARO – L’Università Magna Graecia di Catanzaro è stata ammessa come parte civile, nell’ambito del giudizio immediato a carico di Antonio Cuteri, assistente tecnico dell’Ateneo addetto alle aule di Medicina, imputato nell’inchiesta sulla presunta manomissione dei plichi contenenti i test per l’ammissione a facoltà a numero chiuso.
Un’inchiesta nel cui prosieguo sono rimasti coinvolti anche al rettore Francesco Saverio Costanzo, e ad alcuni docenti dell’Università. Si è trattato, in sostanza, della prima udienza dibattimentale davanti al collegio penale di Catanzaro che, dopo l’ammissione delle prove richieste da accusa e difesa, ha rinviato al prossimo 6 ottobre.
In questo filone dell’inchiesta, condotta dai carabinieri e coordinata dai pm Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, Cuteri (difeso dall’avvocato Saverio Loiero) risponde di furto aggravato, assieme a Valter Mancuso, impiegato come addetto alla manutenzione delle aule, per il quale pure era stato chiesto il giudizio immediato ma che, attraverso il suo avvocato Giuseppe Fonte, ha chiesto l’abbreviato conclusosi il 28 aprile davanti al gup Antonio Rizzuti con una condanna a tre anni di reclusione, l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, ed il risarcimento di 25.000 euro all’Università.
Gli imputati, entrambi 40enni di Catanzaro, finirono in manette nel settembre scorso in esecuzione di un’ordinanza cautelare firmata dal gip Abigail Mellace, che portò in carcere Mancuso ed ai domiciliari Cuteri, mentre altri indagati vennero iscritti nell’apposito registro delle notizie di reato – tra cui una guardia che avrebbe favorito l’accesso dei ladri al luogo dove erano custoditi i plichi.
Secondo le ipotesi d’accusa sarebbero stati loro due a rubare i plichi contenenti i test per l’ammissione nell’anno accademico 2007/2008 ai corsi a numero chiuso di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria dell’Ateneo calabrese, che sarebbero stati comunicati prima delle prove a candidati da agevolare, svoltesi il 4, 5 e 6 settembre 2007.
Furono proprio il rettore dell’Università, Francesco Saverio Costanzo, oggi indagato, ed il preside di Medicina, Giovanbattista De Sarro, ad accorgersi della manomissione dei plichi, e denunciarono l’accaduto alla Procura, cosa che portò all’annullamento delle prove scritte eseguite ed alla loro ripetizione.
I carabinieri, intanto, acquisirono il materiale utile a smascherare i responsabili. Gli investigatori seguirono a ritroso il percorso delle buste sigillate contenenti i test, che, partite dall’istituto Cineca di Bologna, arrivarono nel giro di ventiquattr’ore a Catanzaro.
Verificata la correttezza delle procedure in Emilia Romagna, si puntò quindi l’attenzione su quanto accaduto in Calabria; i plichi, consegnati dall’Ateneo Magna Graecia e sottoposti a sequestro giudiziario, furono inviati per esami di laboratorio al Ris di Messina.
Ed è stato attraverso un’impronta digitale trovata su uno dei contenitori dei test che i carabinieri sono riusciti a individuare Mancuso il quale, a sua volta, ha coinvolto Cuteri.
Il Giornale di Calabria
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