23 settembre, 2009
In 39 interdetti dall’attività forense – Lo ha stabilito il Gip nell’ambito delle indagini sul conseguimento della laurea in Giurisprudenza attraverso falsi esami
CATANZARO – Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Antonio Rizzuti, ha emesso una ordinanza per la misura cautelare interdittiva nei confronti di 39 persone che hanno conseguito, attraverso falsi esami, la laurea in giurisprudenza presso l’università del capoluogo calabrese. Il provvedimento vieta agli indagati di esercitare l’attività forense ed altre attività professionali o imprenditoriali.
L’ordinanza è stata emessa nell’ambito delle indagini dei sostituti procuratori di Catanzaro, Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, sui presunti esami venduti all’Università Magna Grecia.
Le accuse che vengono ipotizzate nei confronti degli indagati sono quelle di corruzione e falso materiale e ideologico in atti pubblici per induzione.
Nell’ambito della stessa inchiesta un funzionario dell’Università di Catanzaro, Francesco Marcello, arrestato nel novembre del 2007 per corruzione e falso, ha patteggiato la pena a tre anni di reclusione.
Marcello falsificò, in cambio di denaro, alcuni libretti universitari facendo risultare che gli studenti avevano superato gli esami. Nei mesi scorsi gli inquirenti hanno sequestrato lauree conseguite dagli indagati.
Il Giornale di Calabria
categorie: Notizie Catanzaro, università
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