CROTONE – I rifiuti tossici di Pertusola sarebbero stati utilizzati anche per la costruzione di edifici pubblici e privati e non soltanto come sottofondi di strade e piazzali. Ma non è tutto; il loro impiego risalirebbe almeno alla metà degli anni Settanta. Ad affermarlo esplicitamente è l’ingegnere Carlo Francia, ultimo amministratore delegato della Pertusola sud di Crotone prima che la fabbrica metallurgica crotonese fosse messa in liquidazione.
Affermazioni contenute in una lettera che nel dicembre del 1996 Carlo Francia inoltra all’ingegnere Renato Renon, amministratore delegato della Tav spa, la società che deve realizzare le linee ferroviarie dell’alta velocità.
Francia spiega a Renon che la Pertusola sud ha un grosso problema al quale la società dell’alta velocità potrebbe dare un importante contributo: quello dello smaltimento di 400 mila tonnellate di scoria metallurgica "risultante da un ciclo termico di trattamento di residui di lavorazione a umido, che ha operato per circa 20 anni ed è inattivo da oltre tre anni".
Francia si riferisce alle ormai famose ‘montagne nere’ di scorie del cubilot che sono ammassate nel piazzale della Pertusola e delle quali la società non riesce a sbarazzarsi, se non mandandolo in apposite discariche a costi che evidentemente la società non intende sostenere.
Ed ecco allora che l’amministratore delegato di Pertusola spiega all’ingegnere Renon che "un utilizzo di queste scorie consentito dalla normativa vigente è la produzione di miscele catalizzate, cioè ottenute mescolando le scorie con loppa d’altoforno e con un idoneo catalizzatore".
Il manager di Pertusola si riferisce all’ormai famigerato Cic, il conglomerato idraulico catalizzato che a Crotone – come ha rivelato l’indagine della magistratura – è stato utilizzato un po’ ovunque. Carlo Francia spiega che il Cic è "adatto a realizzare sottofondi stradali e ferroviari, piazzali di stoccaggio, banchine portuali, ecc.".
Poi candidamente aggiunge: "miscele di questo tipo sono state prodotte e applicate in opere civili da alcuni decenni, utilizzando materiali diversi in alternativa a miscele cementizie realizzate con materiali tradizionali. In molti casi la caratteristiche di tali miscele sono decisamente superiori a quelle del calcestruzzo per specifiche applicazioni. Molti tipi di miscele sono già inclusi nei capitolati delle Ferrovie dello Stato".
Allo luce di quanto emerso grazie alle indagini della Procura della Repubblica di Crotone, le affermazioni dell’ex amministratore di Pertusola appaiono agghiaccianti.
Le scorie di Pertusola, quelle che contengono cadmio, nichel, arsenico, insomma, sarebbero state impiegate tranquillamente al posto del calcestruzzo nella costruzione di ‘opere civili’, che poi significa edifici pubblici e privati, oltre a strade, ponti, ferrovie, e questo addirittura da alcuni decenni e non solo a partire dalla fine degli anni Novanta.
Smaltire velocemente e nel modo più indolore possibile quelle scorie per i manager di Pertusola, dunque, era talmente importante che l’ingegnere Francia comunica all’amministratore delegato della Tav spa la sua disponibilità "a preparare e consegnare la miscela catalizzata presso i vostri cantieri a condizioni assolutamente competitive, accollandosi l’onere del trasporto".
(d.p.)
ilcrotonese.it
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