CATANZARO – Francesco Fonti, l’ex affiliato alla ‘ndrangheta che, con le sue rivelazioni, ha consentito alla Procura della Repubblica di Paola di trovare al largo di Cetraro il relitto di una nave nella cui stiva sarebbero contenuti rifiuti radioattivi, chiede protezione allo Stato. Fonti, in una lettera inviata alla Dda di Catanzaro, che sta proseguendo l’inchiesta scaturita dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia dopo la trasmissione del fascicolo da parte della Procura di Paola, chiede "il motivo del mio abbandono alla mercé di chiunque voglia uccidermi. L’unica frase che ho ricevuto è stata ‘stia attentò".
"Questo comportamento – sostiene ancora il pentito – da parte di chi ha il dovere di attuare una protezione per me e la mia famiglia, porta ad una sola conclusione: prima vengo eliminato, prima si potrà insabbiare questa situazione molto spinosa.
Prendo atto di questa volontà, augurandomi che i killer colpiscano solo me e tralascino la mia famiglia. Per voi, uomini delle istituzioni, auguro che il rimorso della Vostra inerzia vi accompagni per tutta la vita, anche se ne dubito".
Fonti riferisce di avere inviato la lettera anche alla Dda di Salerno, competente a procedere per i reati commessi da magistrati del Distretto di Corte d’appello di Catanzaro, "per eventuali omissioni d’ufficio".
Il Giornale di Calabria
1 commento
Miri 30 settembre 2009 alle 17:30
Questo pentito Francesco Fonti, per quanto abbia collaborato, lavorato con la mafia, credo, che vada veramente aiutato. In merito suo siamo venuti a consocenza del danno biologico, del danno irreparabile che abbiamo nel nostro mare. Non possiamo lasciarlo non protetto, non possiamo perdere questa fonte di verità. Quegli industriali, che hanno abusato della nostra mafia, dei nostri poveri fessi ed ignoranti, per liberarsi delle sostanze tossiche, non la devono passare liscia, quegli industriali la devono pagare, questa illecita partita che hanno deragliato e pensato di nascondere nelle nostre acque salate.
Poi per come chiede nella lettera, di lasciare salva al sua famiglia, fa veramente capire che è pentito amaramente di cuore e di coscienza. A volte si sbaglia, ma il tempo accompagana anche a maturare e a capire gli errori. Signor Fonti, io non ho idea di chi sia lei, ma devotamente la ringrazio, per il coraggio, la forza di verità, per la giustizia che ha ritenuto degna di un suo percorso, la ringrazio che ha voluto fare emergere un pericolo nascosto, ci ha donato una risposta a tutto il male che ci afflige, come il cancro. Dia ancora verità, dia ancora rilievo di quello che sa. Faccia della sua vita, un dono da poter far impiccare i colpevoli. Immagino che coraggio e che forza deve avere per dire una parola, ma quei carognosi di ricchi che hanno approfittato della squallida mafia calabrese, dovrebbero ingoiarsi loro i bidoni fradici di rifiuti tossici. Versiamoli nei loro giardini, nelle loro case, intossichiamo i loro figli, nipoti, avveleniamo le loro terre. Purtroppo i ricchi con i soldi in mano hanno sempre potere, possono sempre muovere a loro vantaggio ogni scelta e noi restiamo sempre immobili. Speriamo nella legge che faccia vendetta e li faccia morire marci nelle carceri a coloro che hanno fatto questo indegno gesto.
Signor Fonti, io come altre coscienze siamo dalla sua parte, anche se all’inizio ha collaborato con la mafia e sbagliato anche lei, ma almeno ci sta dando notizia del pericolo che abbiamo sotto i piedi. Coraggio e fede, speriamo che le diano una protezione, così vivrà e darà verità di fatti a noi tutti. Cordiali saluti.
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