CATANZARO – Sarà il medico legale dell’Università di Catanzaro, Giulio Di Mizio, ad effettuare l’autopsia sul corpo di Francesco Pavone, il trentaquattrenne trovato cadavere nella serata di lunedì nella sua abitazione di località Santa Domenica di Catanzaro. L’incarico allo specialista è stato affidato nella tarda mattinata di ieri al sostituto procuratore della Repubblica Vincenzo Capomolla, titolare delle indagini.
Gli esami autoptici sono fondamentali per stabilire l’orario della morte del giovane, ma anche per capire la causa del decesso. Per quanto concerne l’orario, da una prima verifica il trentaquattrenne sarebbe morto all’alba di lunedì. Diverse invece le ipotesi sulla causa della morte.
Pavone aveva una ferita sul volto, provocata forse con una lama, ma non si esclude anche la possibilità che sia deceduto per alcuni colpi inferti alla testa con un oggetto contundente. Gli agenti della squadra Mobile stanno vagliando diverse ipotesi per il movente dell’assassinio.
Due quelle che appaiono più accreditate: quella legata agli ambienti omosessuali della città e quella di un furto o una rapina finita male. La prima appare l’ipotesi su cui gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione. D’altronde, Pavone è stato trovato seminudo nell’abitazione che si trova in una zona isolata del capoluogo calabrese, e non ci sarebbero segni di effrazione.
Una circostanza che confermerebbe l’ipotesi che la vittima potesse conoscere il suo assassino. A questo si aggiunge anche il rinvenimento di materiale nella casa che spingerebbe verso le frequentazioni del giovane in certi ambienti.
Le testimonianze di parenti ed amici, raccolte durante tutta la notte, avrebbero fornito elementi utili. A chiudere il cerchio potrebbe rivelarsi fondamentale il ritrovamento dell’autovettura del trentaquattrenne, scomparsa dalla zona antistante la casa.
Il Giornale di Calabria
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