CATANZARO – È ripreso mercoledì davanti al tribunale collegiale di Catanzaro, con una sentenza di non luogo a procedere, il processo a carico delle ventidue persone coinvolte nell’operazione "Mythos", diretta contro il clan Gallace-Novella di Guardavalle, le cui posizioni sono rimaste per la trattazione nel capoluogo calabrese (molte altre sono state invece stralciate perchè è stata riconosciuta la competenza del giudice di Roma).
I giudici hanno preso atto del decesso di uno degli imputati, Luciano Bonelli, e ne hanno stralciato la posizione per la quale non si dovrà più procedere, prima di rinviare al 17 febbraio prossimo.
Rimangono alla sbarra: Francesco Aloi, Giuseppe Antonio Campagna, Francesco Cicino, Eliseo Andrea Codispoti, Francesco Antonio Colubriale, Enzo Costantino, Domenico Fazzalaro, Adriano Fiorenza, Antonio Giannini, Fabrizio La Tassa, Cosmo Leotta, Vincenzo Menna, Agazio Origlia, Domenico Origlia, Cosimo Andrea Scarano, Giuseppe Squillace, Amedeo Giuseppe Tedesco, Cosimo Tedesco, Raffaele Tedesco, Carmelo Vitale, Domenico Zangari.
Gli imputati non rispondono più di associazione mafiosa, poiché per quel capo d’imputazione è stata determinata la competenza del giudice della Capitale.
Sono contestati loro, invece, reati emersi nel corso delle indagini sulla "Piovra del Soveratese", tra reati in materia di stupefacenti (ed in un caso associazione finalizzata al traffico di droga), danneggiamenti ed estorsioni, reati in materia di armi.
Indagini svolte dall’Arma dei carabinieri, e coordinate dal sostituto procuratore antimafia Gerardo Dominijanni,la notte fra il 21 e il 22 settembre del 2004, culminarono in un maxi-blitz per l’esecuzione di 57 provvedimenti di custodia cautelare (47 in carcere, 10 ai domiciliari).
Il Giornale di Calabria
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