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Nave veleni, il legale del pentito Fonti: Perchè tanto tempo per trovare la nave Catania?

CATANZARO – “In merito a quanto è emerso a seguito della conferenza stampa presso la DNA, prendo atto dei risultati perseguiti. Mi continuo a domandare però cosa ci facessero dei fusti di quel genere su una nave passeggeri e se quel tipo di contenitore rafforzato esistesse all’epoca dell’inabissamento della Catania, che risalirebbe al 1917″. Lo ha detto all’ANSA l’avvocato Claudia Conidi, legale del pentito Francesco Fonti.

“Mi domando ancora – ha aggiunto – cosa ci facessero a 400 metri di profondità, nel punto della stessa nave, i residui di metalli pesanti che fecero sì che fosse vietata la pesca con ordinanza della capitaneria di porto. Mi domando, infine, perché tanto tempo per individuare questa ‘Catania’ se la stessa era già segnalata. Se non lo era fino a poco fa, attribuisco doti paranormali notevoli a Francesco Fonti che continua a ribadire di essere stato l’artefice di tre affondamenti”.

“Quanto all’inattendibilità del Fonti sul fatto che le tre navi da lui affondate avrebbero continuato a navigare dopo il 1992 – ha detto ancora l’avv.Conidi – lo stesso ha sempre ribadito che non ha affondato dei nomi, ma delle navi. Quei nomi di navi non erano stati da lui verificati prima dell’affondamento. E nulla osta a che proprio quell’indicazione erronea, evidentemente voluta e a lui fatta, si sia poi rivelata nel tempo idonea a renderlo inattendibile agli occhi di chi avrebbe raccolto il suo dire”.

reggiotv.it

3 commenti

  1. credibilita' 31 ottobre 2009 alle 17:24

    oggi troppo presto si giudica sulla parola di un delinquente, che, vi ricordate, giorni fa aveva messo sulla bocca di tutti anche il defunto onorevole Riccardo Misasi.

  2. Michele 31 ottobre 2009 alle 14:44

    Strano che il governo non la riferito subito dopo l’alarme che si tratta, oppure si potrebbe trattare della nave “Catania”.

    Fonti a riferito che la nave nel largo di Cetraro e stata affondata in acque internazionli, la nave “Catania” si trova molto prima del confine “acque internazionali”.

    Ora e tempo di rimanere uniti in Calabria e non chiedere dimissioni e così via, perche di veleni in Calabria ce ne sono ancora abbastanza. Vedi veleni Jolly rosso e in Aspromonte (600 siti sospetti) oppure tutti gli impianti di depurazione fantasma.

    La regione Calabria si trova a picco, dicono alcuni sindaci. Ma la Calabria e stata fatta colare a picco da minimo 20-30 anni, sia da governo che da Mafia.

    Tippica situazione calabrese, ora si trova il colpevole, dopo si fa insabbiare tutto, come se veleni in Calabria non ci sono e non ci sono mai stati.

  3. teodoro 31 ottobre 2009 alle 11:15

    Colgo l’occasione per sottolineare non al legale del pentito ma all’ass.re Greco sull’ironia fatta sul tempo trascorso prima di accertare la verità.Alla regione calabria da quanti anni (no mesi) si discute della depurazione del litorale cosentino senza che ancora sia stato risolto il problema?Alla regione Calabria anche una semplice pratica amministrativa di un cittadino o di altra P.A. prima di trovare riscontro trascorrono mesi.Quindi con quale coraggio afferma che il governo centrale è stato inerte per 5 mesi?La regione deve farsi carico con gli enti locali del disastro ambientale provocato dagli scarichi fognari delle abitazioni che scaricano nel mare cosentino.

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