COSENZA – "Nei centri storici e nei quartieri delle nostre citta’" si moltiplicano i cartelli vendesi o affittasi, e le serrande abbassate spiegano molto meglio dei numeri la profondità della crisi che investe le nostre imprese. Stanno venendo al pettine i nodi di politiche di sviluppo e le contraddizioni che hanno portato alla crescente deregulation e concreti interventi di riqualificazioni urbanistiche. Il crollo della produzione e dei servizi e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, l’utilizzo a piene mani di cassa integrazione ordinaria e straordinaria non potevano e purtroppo non potranno anche nei prossimi mesi, non riverberarsi sui consumi."
"La precarietà del lavoro, (dipendente, indipendente e professionale), ha fatto scattare una sorta di angoscia, di paura, di preoccupazione verso il futuro, la mancanza di una vera prospettiva. E questa sensazione oggettiva e soggettiva, colpisce tutti : grandi, medie, piccole imprese, professionisti, lavoratori, pensionati".
"Forse da questa condizione solo le banche possono oggi chiamarsi fuori, ed erano quelle che dovevano star peggio!!" e a tutt’oggi non sono sensibile ai nostri problemi. Sono state e sono brave a non dare piu’ credito alle nostre imprese.
"Il tutto in una cornice tutta Calabrese e Cosentina di quadro socio-politico altamente conflittuale, incapace di dare risposte ai problemi strutturali della Regione e della Provincia Cosentina e di prefigurare coraggiosi interventi a sostegno dell’economia.
Nello specifico, ad esempio per il commercio, dal governo centrale l’unico strumento di finanziamento mirato è o meglio sarebbe la legge 266, ma ancora non sono disponibili i fondi delle annualità 2008 e 2009 e soprattutto non abbiamo notizia di un rifinanziamento della legge per il triennio 2010/2012 in questo momento sarebbe davvero grave!
In ambito regionale poi, crediamo che i fatti dicano incontestabilmente come, per il nostro settore, i finanziamenti previsti siano assolutamente insufficienti".
Occorre poi sottolineare che nel corso degli ultimi anni si è affermata e consolidata, una filosofia e una politica che ha portato Amministratori Comunali, Amministratori Regionali ed i governi succedutisi a non puntare per lo sviluppo economico e territoriale rivalutando i centri storici e le citta’per favorire il dettaglio tradizionale, le nostre micro imprese.
"Sarebbe allora forse il caso di fare un serio approfondimento, magari iniziando con il leggere e valutare i dati allegati alla richiesta di costituzione di una commissione d’indagine, lo diciamo ai liberisti di sempre ed ai neofiti dell’ultim’ora di casa nostra: l’attuale gravissima crisi economica è la drammatica dimostrazione che un’economia senza regole può solo produrre danni, a volte devastanti".
Se poi qualcuno, qualche forza politica ritiene invece che dopo le prossime elezioni regionali si possa fare punto e a capo e riaprire così a nuovi maxi interventi, bene, venga subito allo scoperto e gli elettori giudicheranno".
Alla prova dei fatti ci sembra infine che le norme regionali in materia di urbanistica commerciale siano tutt’ora inadeguate,inconsistenti anche quelle comunali, dovendo registrare, addirittura, qualche pericoloso passo indietro rispetto alla normativa precedente.
Per questo, lo diciamo subito chiaramente, per noi all’ordine del giorno, l’obiettivo può essere solo quello di un suo rafforzamento, con più forti legami alla programmazione urbanistica ed alle norme di tutela del territorio e della sua identità.
Confesercenti Provinciale Cosenza
Massimo Esaltato
Vice Presidente
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