LAMEZIA TERME – Lo stupore come un’emozione da rispolverare, da far rivivere. In un tempo in cui non c’è più tempo, in cui la fretta la fa da padrona. In una società che fa della velocità un valore dominante non c’è spazio per un sentimento che ha bisogno di lentezza. “Rivendico il mio diritto allo stupore!”, dice Sergio Bini (in arte Bustric), durante il suo spettacolo “Nuvolo”, andato in scena al teatro Politeama di Lamezia Terme.
L’autore e interprete della commedia riesce da solo a tenere alta l’attenzione della platea per tutti i settanta minuti di spettacolo, e lo fa con le sue straordinarie doti di mimo, prestigiatore e illusionista. Bustric coinvolge direttamente il pubblico con i suoi scherzi e i suoi trucchi, cerca un rapporto diretto con gli spettatori e lo fa per rendere il suo spettacolo ancora più imprevedibile e interessante.
“Anche se i trucchi si conoscono, l’illusione funziona lo stesso, per chi guarda è comunque reale – spiega il personaggio Nuvolo – . Così come accade con i nostri politici”. Come dire: anche se sappiamo che mentono, noi crediamo lo stesso a quello che dicono.
Bini si dimostra attento osservatore della società e la analizza con la giusta dose di saggezza e ironia. Nei brevi monologhi intervallati da giochi, mimi e ombre cinesi, Bini riesce ad andare oltre l’immaginazione.
Le sue trovate geniali e la sua bravura, trasportano lo spettatore nel mondo che descrive, facendogli vedere ciò che in realtà sul palco non c’è e provocando in lui quello stupore che è ancora così necessario nella nostra vita: “Non facciamo finta che qualcosa sia naturale, se prima naturale non lo era mai stato”, dice saggiamente Nuvolo.
Con una facilità disarmante, trasforma le bolle di sapone in strumento musicale, l’invisibile in visibile e dà vita con estrema disinvoltura ai personaggi più disparati e surreali.
L’elemento fondamentale è la fantasia, che deve essere viva e attiva anche nella mente di chi guarda. Il pubblico, nonostante una media di età parecchio alta, si diverte e partecipa piacevolmente quando viene coinvolto, tornando bambino almeno per una sera.
Al termine dello spettacolo, accompagnato dal musicista Roberto Secchi alla fisarmonica, Sergio Bini percorre la sala, e si ferma all’uscita del teatro per salutare di persona tutti gli spettatori presenti. Sempre per non dare niente per scontato, per alimentare ancora quello stupore, che ormai nessuno ha più il tempo di provare.
Enrico De Grazia
Calabria Ora
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