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Welfare, Ledda (Legacoop Sociali ): Bene il Piano di Zona del distretto lametino, ora bisogna completare il processo normativo regionale per una rete di servizi sociali adeguati

CATANZARO – “La presentazione del Piano di Zona del distretto del lametino avvenuta la scorsa settimana rappresenta il più importante approdo del lavoro che ha visto impegnati per circa due anni, istituzioni, terzo settore e organizzazioni di rappresentanza”. Lo afferma Quirino Ledda, responsabile di Legacoop Sociali della Calabria.

“Un Piano – ha aggiunto – che non si limita a dare indicazioni generiche ma spinge tutti gli Enti in gioco a contribuire con i propri mezzi allo sviluppo di un sistema territoriale che incrementi i servizi esistenti, definisca i livelli essenziali e rilanci una stagione di collaborazione tra tutti gi attori locali impegnati nello sforzo di rendere concretamente fruibili i diritti sociali”.

“L’esigenza della Legacoop Sociali di partecipare attivamente ai lavori – ha sostenuto Ledda – nasce dalla convinzione che la sfida decisiva dei piani di zona sia finalizzata al raggiungimento di due precisi scopi: da una parte, rafforzare il decentramento delle politiche sociali, lasciando ai Comuni ampia facoltà di realizzare un welfare modulato su specificità locali; dall’altra, garantire omogeneità nei servizi su tutto il territorio regionale specie adesso che la normativa affida ampi margini di iniziativa ai legislatori regionali.

In una realtà caratterizzata da una profonda crisi del sistema pubblico, afflitto dal pesante problema del reperimento delle risorse, la cooperazione sociale, può e deve rappresentare, anche in Calabria, l’asse portante di un sistema integrato fondato su strategie di solidarietà e di sussidiarietà, da non interpretare, però, come la sostituzione della responsabilità e dell’azione dello Stato.

La sussidiarietà che deve sottostare alla programmazione sociale deve essere innovazione, allargamento della capacità di azione pubblica, mobilitazione della responsabilità, della solidarietà e della creatività civile”.

“L’avvio del Piano sociale regionale – ha aggiunto – può rappresentare una occasione importante affinché, di fronte a domande sociali crescenti, si realizzi il concreto risultato di accrescere la quantità e l’efficacia dei servizi erogati che, tra l’altro, nella nostra regione sono ancora molto al di sotto della media nazionale e meridionale.

Per questo, come Legacoop Sociali della Calabria chiediamo di completare velocemente il processo normativo regionale per l’istituzione e la valorizzazione delle sedi e degli strumenti di confronto, di collaborazione e di coordinamento con i Comuni ed il terzo settore dando così corpo ad una rete diffusa di servizi e prestazioni sociali adeguate al bisogno dei cittadini e più omogenei su tutto il territorio regionale”.

“Aspetti qualificanti della riforma regionale – ha concluso Ledda – quali l’individuazione di strumenti legislativi e gestionali per affermare una reale politica di integrazione socio-sanitaria, la ricerca di più rigorosi metodi di affidamento dei servizi e di accreditamento dei gestori, sono temi ancora insufficientemente affrontati che necessitano di entrare a pieno titolo tra gli strumenti della programmazione dei piani di zona”.

(Ansa)

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