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I tentacoli delle cosche sull’affaire rifiuti – Pecorella: un quadro allarmante. Il problema del termovalorizzatore. Oggi sopralluoghi a Gioia, Lamezia e Castrolibero

REGGIO CALABRIA – La preoccupazione si legge sui volti del presidente Gaetano Pecorella e degli altri componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. È bastata la prima giornata di audizioni, in programma ieri in Prefettura, per rendersi contro che in Calabria non c’è da stare tranquilli.

Incontrando i giornalisti, durante un break dei lavori, Pecorella ha snocciolato una serie di dati inquietanti: oltre 400 discariche abusive esistenti sul territorio regionale, decine di famiglie di ‘ndrangheta della provincia di Reggio interessate al ciclo dello smaltimento dei rifiuti, un centinaio di aziende reggine a cui è stata negata la certificazione antimafia.

Mettiamoci l’alto numero di Comuni commissariati per eccessivo indebitamento, in alcuni casi al limite del dissesto, l’irrisolta questione della collocazione del secondo termovalorizzatore che continua ad andare su e giù per la regione e prende corpo una situazione allarmante.

A proposito delle infiltrazioni della criminalità organizzata, ai componenti la commissione, secondo quanto si è appreso, sono state presentate tre pagine piene di nomi di cosche della provincia, divise per area d’influenza che sono interessate agli illeciti più vari. Basta e avanza per capire la penetrazione capillare della ‘ndrangheta nell’affaire rifiuti.

La Calabria oggi non è ai livelli della Campania sommersa dai rifiuti sul finire del 2007 ma il rischio potrebbe materializzarsi in tempi brevi. Entro gennaio o febbraio, infatti, la capacità di ricezione delle discariche pubbliche calabresi terminerà. E se non ci sarà pronta un’alternativa sarà allarme rosso.

È stato il commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Calabria, Goffredo Sottile, a riferire la circostanza ai componenti la Commissione, spiegando che sino a quando non potranno entrare in funzione le nuove discariche in fase di costruzione, occorrerà trovare una soluzione transitoria. Nel corso delle audizioni sono emerse, in tutta la loro drammaticità, le difficoltà per la realizzazione della seconda linea del termovalorizzatore di Gioia Tauro.

In particolare, secondo quanto riferito ai commissari, si sta aprendo una fase di contenzioso che va ad aggiungersi a quella già esistente sulla prima linea. È stato calcolato che il contenzioso attuale sul pregresso è già pari a due volte e mezzo al costo originario dell’impianto. Vista la situazione attuale, è stato prospettato come sia improbabile che il regime commissariale possa terminare al 31 dicembre 2009.

La Commissione ha sentito in mattinata, oltre a Sottile, l’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco, il prefetto e il questore di Reggio Francesco Antonio Musolino e Carmelo Casabona, il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, l’avvocato Maurizio Condipodero in rappresentanza del presidente della Provincia Giuseppe Morabito, la responsabile del servizio Suolo e rifiuti dell’Arpacal Angela Bruna Cardile, i rappresentanti delle associazioni industriali e ambientaliste.

Era presente una delegazione di legambiente, composta da Nuccio Barillà, Antonino Morabito e Lidia Liotta, oltre a rappresentanti di Wwf, Italia Nostra, Kronos, Amici della terra. Nel pomeriggio sono stati sentiti i comandanti provinciali dei carabinieri di Reggio e Cosenza, i comandanti del Noe di Reggio e Catanzaro, il comandante regionale del Corpo forestale, il direttore marittimo delle Capitanerie di porto.

Il ciclo delle audizioni si è chiuso con i magistrati, il procuratore generale Salvatore Di Landro, il procuratore Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Nicola Gratteri. La parte delle audizioni riguardante indagini in corso è stata, ovviamente, secretata. Stamattima alle 9,30 la Commissione visiterà il termovalorizzatore di Gioia Tauro, alle 12 la discarica di Lamezia Terme, alle 14,30 l’impianto di compostaggio di Lamezia Terme e alle 16,30 la discarica di Castrolibero. La tre giorni calabrese si concluderà con le audizioni in programma domattina in Prefettura a Cosenza.

Sottolineando il quadro allarmante emerso nella prima fase, Pecorella ha spiegato: «Siamo in presenza di un allarme dovuto sia rispetto alla capacità residua di discarica, sia per il contenzioso in atto sull’impianto di Gioia Tauro e sulla sorte del raddoppio della linea del termovalorizzatore».

Ampio e importante il riferimento a questo argomento: «Tutti a chiedersi " ha proseguito " dove sarà fatto il nuovo termovalorizzatore che serve alla Calabria? A Gioia o a Cosenza? A quanto pare, a Gioia è già stato effettuato il 60% dei lavori per il raddoppio del già esistente termovalorizzatore, ma il cambiamento di location a Cosenza comprometterebbe questi lavori andando a comportare un pesante aggravio dei costi nelle casse dello Stato. Inoltre si perderebbe tantissimo tempo».

A turno, i componenti della Commissione che hanno affiancato Pecorella nell’incontro con la stampa (Gennaro Coronella del Pdl, Daniela Mazzucconi, Alessandro Bratti e Antonio Rugghia del Pd) hanno posto l’accento sull’assurda situazione calabrese: «L’emergenza " hanno detto all’unisono " è tale se dura poco. Qui, invece sta durando da più di dieci anni e non ci sembra ci siano ancora vie d’uscita».

L’atteggiamento di non fare termovalorizzatori pone problemi con l’Unione Europea che, rispetto a parametri ambientali, impone di diminuire il numero delle discariche: «Il problema, che sembra girare intorno all’apertura delle nuove discariche " si sostiene da parte della Commissione ", è molto più ampio: manca una seria programmazione. L’emergenza, in Calabria, è strutturale. C’è la pianificazione legislativa, ma questa Regione non s’è adeguata sul territorio: manca l’azione degli enti locali che non ci aiutano a risolvere i problemi e in questo scenario in cui le istituzioni sono poco presenti, le infiltrazioni mafiose sono la naturale conseguenza. La cosa più importante che abbiamo riscontrato è la volontà positiva di risolvere questi problemi».

Anche il Sindaco Scopelliti, a margine dell’audizione davanti alla Commissione, si è espresso in modo preoccupato: «La Calabria è a rischio, il sistema non funziona perfettamente e bisogna trovare le soluzioni opportune per uscire fuori dall’empasse degli ultimi tempi.

A Reggio il Comune ha fatto tanti passi avanti con l’isola ecologica, la raccolta differenziata e un servizio di smaltimento rifiuti efficiente e costante che prova giorno dopo giorno a rendere la città sempre più pulita, ma purtroppo persistono ancora pessime usanze di una parte della cittadinanza che non utilizza i servizi offerti dagli Enti pubblici: il dato di 98 discariche abusive solo nel territorio del Comune di Reggio è eloquente».

E per questo diventa fondamentale l’azione di controllo del territorio. Tutti d’accordo sul fatto che bisogna lavorare tanto anche sul fronte dei rifiuti tossici. Un argomento che riporta in primo piano lo scottante argomento delle navi dei veleni.

Pecorella ha ricordato la prima visita della Commissione a Cetraro e l’audizione del pentito Francesco Fonti: «Procederemo alla verifica delle dichiarazioni che Fonti ci ha fatto il mese scorso. Fino ad ora, comunque, anche dal riscontro delle varie commissioni, compresa quella sulla morte di Ilaria Alpi, le sue dichiarazioni non hanno trovato riscontro».

«In ogni caso " ha aggiunto Pecorella " stiamo lavorando per verificare tutte quelle circostanze che ci ha indicato e che sono riscontrabili, quale il pagamento che gli sarebbe stato fatto sul conto corrente. Continuiamo a verificare se le sue dichiarazioni, o alcune di essere, possano avere un riscontro».

Paolo Toscano

gazzettadelsud.it

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